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La sede della villa di Castel Pulci

Castel Pulci, il cui nucleo originario risale al XIII sec., domina, con il suo imponente aspetto, tutta la vallata dell'Arno tra Scandicci e Lastra a Signa: da sempre ha rappresentato un punto di riferimento per tutti coloro che si dirigevano verso Firenze, insieme alla millenaria Abbazia di Badia a Settimo, poco distante. Anche Leonardo da Vinci indicò Castel Pulci nel Codice di Madrid e Giorgio Vasari il Giovane raffigurò in pianta la villa dei Soderini, costruita nel '500 accanto all'antico castello dei Pulci.
Sorto come nucleo fortificato in epoca medioevale e ampliatosi durante i secoli, il complesso comprende oggi i corpi della villa settecentesca e dell'Oratorio di Sant'Jacopo con i preziosi affreschi di Grifo di Tancredi raffiguranti le Storie di Santa Caterina d'Alessandria (fine sec. XIII), purtroppo tuttora non visitabili, se non dopo un nuovo intervento di restauro.


Il passaggio da 'palatium' a 'villa' avvenne nella prima metà del XVI sec. sotto il vescovo di Volterra, il cardinale Francesco Soderini, che fece eseguire un primo ampliamento, probabilmente all'artista fiorentino Benedetto da Rovezzano.
Fu però solo dopo il passaggio di proprietà alla famiglia Riccardi (1590) che la villa acquistò l'aspetto e le dimensioni attuali, con l'ingresso sul fronte settentrionale e il collegamento alla Via Pisana. Sono di quel periodo, infatti, la realizzazione dello scenografico viale di cipressi, detto il "Viottolone", da cui la località prende il nome, ad opera dell'architetto Giuliano Ciaccheri e la costruzione dell'attuale grande villa barocca su progetto dell'ingegnere Gioacchino Fortini. Dopo la morte del marchese Cosimo (1751), committente dei lavori più importanti, Castel Pulci condivise le fasi del declino dei Riccardi, che, legati ai Medici, dopo aver raggiunto a Firenze un rango principesco testimoniato dal loro mecenatismo, dalle feste memorabili, dall'acquisto di innumerevoli opere d'arte, gioielli e preziosi arredi per le varie tenute di città e di campagna, non riuscirono più a sostenere quel tenore di vita.
Nel 1847, con l'estinzione della famiglia Riccardi, Castel Pulci, ormai priva di ogni arredo e ornamento, fu definitivamente alienata e divenne proprietà del Demanio pubblico. Per la salubrità del luogo e la ricchezza d'acque fu data in affitto all'Istituto fiorentino della Ss.Annunziata e destinata a "ricovero dei dementi", per risolvere i problemi di spazio dell'Ospedale di Santa Maria Nuova. Castel Pulci rimase con tale destinazione fino al 1973.
Fra i suoi ospiti vi fu anche il poeta dei “Canti Orfici”, Dino Campana, ricoverato qui per 14 anni, dal 1918 fino alla morte, avvenuta il 1° marzo 1932. Le sue spoglie riposano nella Chiesa di San Salvatore e San Lorenzo presso l'Abbazia di Badia a Settimo.
Oggi, dopo oltre trenta anni di chiusura e le alterne vicende che si sono susseguite per definirne una nuova destinazione d'uso, la Villa di Castel Pulci è stata completamente restaurata e adibita a polo formativo. Grazie ad un accordo sottoscritto tra il Ministero della Giustizia, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze, il Comune di Firenze e il Comune di Scandicci dal 2012 è sede della Scuola Superiore della Magistratura.

 

Testo tratto, con adattamento formale, dal sito: www.scandiccicultura.it del Comune di Scandicci

 

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