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P13020 La psicologia del giudicare

La terzietà e l’imparzialità del giudice non escludono che lo stesso sia influenzato (a volte anche con ridotta consapevolezza)
da percezioni e criteri valutativi soggettivi rispetto a fatti e persone. Si tratta di una dimensione personale,
e talvolta emozionale, che si innesta inevitabilmente sulla storia di vita del giudice e che non è irrilevante
ai fini del decidere. Il corso intende far emergere tale dimensione, da portare a profitto della consapevolezza del
magistrato.
Sarà altresì monitorato, con l’ausilio di esperti del settore, lo stato della scienza psicologica sui processi di giudizio
e di decisione, con particolare riferimento alle regole della logica deduttiva, alla conduzione dei ragionamenti induttivi,
alla valutazione delle testimonianze.

 

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