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P19099 - Violazione dei doveri di assistenza e violenza interpersonale nel nucleo familiare

Anche quest’anno, in coincidenza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, viene proposto un aggiornamento sull’evoluzione normativa e sugli interventi della giurisdizione penale in tema di violenza domestica, nelle sue varie declinazioni di violenza fisica, psicologica e verbale, sessuale ed economica.

Anche se le ricerche sociologiche da sempre segnalano la difficoltà di valutare statisticamente le precise dimensioni del fenomeno della violenza intrafamiliare (si è stimato che oltre il 90% delle vittime non denuncia i maltrattamenti e gli abusi subiti entro le mura domestiche), i dati raccolti sono comunque indicativi di un’estensione assai ampia di questa categoria di condotte violente, confermando che la famiglia si dimostra il contesto in cui le donne sono esposte a maggiori rischi per la loro incolumità fisica e psichica.

L’esposizione dei figli, minori o maggiorenni, a violenze subite direttamente, ovvero assistendo a quelle di cui sono vittime le loro mamme, rappresenta un ulteriore grave aspetto delle violenze in ambito familiare. Particolare rilievo assume al riguardo la tutela giuridica dei minori rispetto alla c.d. violenza assistita, che trova un nuovo presidio normativo nella circostanza aggravante del reato di maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 61, n. 11 quinquies, del codice penale.

Alcune recenti iniziative – il piano d’azione concernente le misure generali adottate dallo Stato per la protezione delle vittime di violenza domestica, in merito all’esecuzione della sentenza Talpis c. Italia della Corte edu, e la risoluzione adottata il 9 maggio 2018 dal Consiglio superiore della magistratura – impongono una rinnovata ricognizione delle prassi più virtuose sotto il profilo della tempestività dell’intervento giurisdizionale, della specializzazione dei magistrati e delle forze dell’ordine, della collaborazione fra le istituzioni.

Infine sarà trattato il tema della violazione degli obblighi di assistenza, che frequentemente si intreccia con quello dei conflitti familiari, alla luce delle più recenti modifiche normative e dell’elaborazione giurisprudenziale.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali con dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci magistrati onorari con funzioni penali, nonché cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso T18026.

Sede e data del corso: Roma, Sede della Corte Suprema di cassazione, 25 novembre 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 27 novembre 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


 

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