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P19098 - La qualità della giustizia

L’eccessiva durata dei procedimenti è un problema storico della giurisdizione italiana, tanto sul versante civilistico che per quanto concerne i giudizi penali. Le cause, molteplici e complesse, sono in larga misura comuni (geografia delle sedi giudiziarie, carenza delle risorse umane e finanziarie, ipertrofia del contenzioso, ecc.). Per altra parte, la difficile progressione dei giudizi trova radici nella disciplina dei riti processuali, per certi versi comune (si pensi alla garanzia costituzionale dell’accesso alla Cassazione) e per altri versi tipica delle varie sedi giurisdizionali.

Il tema della durata del processo civile, a partire dalla storica sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo Capuano contro Italia, è entrato con prepotenza nella agenda politica – si pensi non solo alla legge Pinto ma a tutte le riforme che si sono succedute per accelerare il processo civile – e nella politica giudiziaria del Consiglio superiore della magistratura, dai progetti ex art. 73 per lo smaltimento dell’arretrato alle valutazioni di professionalità, fino alle numerosissime sanzioni disciplinari per il ritardo nel deposito dei provvedimenti. La situazione è in parte analoga sul versante penalistico, ove una giurisprudenza assai propulsiva ha cercato e cerca di anticipare soluzioni normative dei problemi più urgenti (si pensi solo al tema dell’inammissibilità delle impugnazioni, od alle “campagne” per la sinteticità dei provvedimenti), soluzioni che solo in parte (e non senza contraddizioni e critiche) sono venute dalla legge n. 103 del 2017 e dalla connessa legislazione delegata.

Intanto, la doverosa propensione collettiva ed individuale per una riduzione dei tempi di attesa per il cittadino, in qualche misura implementata dalla pressione disciplinare e dalle condanne dello Stato per la durata irragionevole dei processi, implica un aumento del ritmo e del numero dei processi definiti, che sempre più scopertamente pone (anche con condanne in sede europea che sostanzialmente riscontrano casi di trattazione sbrigativa) un problema di qualità del servizio giurisdizionale.

Il corso, in continuità con l’analoga offerta di formazione del 2018, vuole considerare i fondamenti di una giustizia di “qualità”, alla quale non è certamente estranea l’economicità o l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, umane, finanziarie e materiali assegnate agli uffici giudiziari ma che deve fare i conti anche con la qualità giuridica -e con la prevedibilità- del processo e delle decisioni e con le azioni, siano essi dei singoli magistrati oppure degli uffici giudiziari, che siano idonee, anche attraverso la comunicazione esterna, a consolidare la percezione di imparzialità, e quindi la legittimazione sociale, della magistratura.

La qualità della giustizia sarà dunque considerata in chiave comparata, con particolare riguardo ai quei sistemi giudiziari che hanno sviluppato metodi efficaci di “giustizia procedurale” e criteri efficienti e trasparenti di distribuzione delle risorse. Quindi considererà il tempo dei processi e delle decisioni, che sia compatibile con una giustizia di qualità, la quale presuppone un’attenzione alle parti, agli atti ed ai documenti del processo. L’analisi sarà effettuata in chiave interdisciplinare, tenendo conto del principio di accesso alla giustizia e del diritto delle parti ad una tutela giudiziaria effettiva, sancito dall’articolo 19 del Trattato sull’Unione Europea e dall’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali della stessa Unione ed inoltre dalla giurisprudenza delle Corti di Lussemburgo e di Strasburgo (quest’ultima con riferimento agli articoli 6 e 13 CEDU).


Caratteristiche del corso:

Area: comune
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, laboratori e gruppi di lavoro); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci onorari, nonché cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P18083.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 20 novembre 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 22 novembre 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


 

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