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P19097 - Il diritto di difesa e il contraddittorio nel processo penale

Diritto di difesa e principio del contraddittorio sono cardini del moderno processo penale, che richiedono tanto una attenta ricostruzione della loro più recente evoluzione quanto puntuali e costanti verifiche del loro grado di effettività nella prassi dei giudizi penali. Ed è prospettiva particolarmente stimolante quella d’un esame in parallelo che colleghi il progressivo dispiegarsi del diritto di difesa con la piena valorizzazione del metodo di conoscenza processuale fondato sul contraddittorio.

In quest’ottica verrà ripercorso in rapida sintesi, per un verso, l’itinerario normativo e giurisprudenziale che ha portato all’ampliamento delle facoltà del difensore nella fase delle indagini preliminari e ad una specifica disciplina delle investigazioni difensive (legge n. 397 del 2000), mirante a dar corpo al “diritto di difendersi provando”. Per altro verso, e sempre con criterio di sintesi, andrà ricostruita la tormentata vicenda dalla quale è scaturito l’attuale regime della formazione della prova in dibattimento, scandita da pronunce giurisprudenziali ed interventi legislativi di segno contrastante sino all’approvazione del testo novellato dell’art. 111 della Costituzione e della relativa legge di attuazione, n. 63 del 2001.

L’attenzione verrà poi focalizzata sul “presente” e sulla “effettività” dei due istituti, attraverso l’analisi del quadro normativo e giurisprudenziale relativo al diritto di difesa ed al contraddittorio, dell’entità e della tipologia del ricorso ad indagini difensive, delle prassi adottate nelle aule di giustizia, del ruolo del giudice nel governare lo svolgimento del confronto tra le parti.

Uno spazio specifico verrà riservato alla ricognizione di forme particolari di contraddittorio, quali: il “contraddittorio anticipato” nei casi di incidente probatorio; il “contraddittorio attenuato” che caratterizza l’assunzione delle dichiarazioni di soggetti vulnerabili; il peculiare “contraddittorio sulla prova scientifica”; il contraddittorio nei processi a prova contratta e in particolare nel giudizio abbreviato; il contraddittorio che si realizza nei casi di rinnovazione del dibattimento in appello alla luce delle recenti sentenze in materia delle Sezioni Unite e delle modifiche introdotte dalla legge n. 103 del 2017; il contraddittorio nei processi nei quali è prevista la partecipazione a distanza dell’imputato detenuto o del testimone ammesso a programmi o misure di protezione, fonte di dure polemiche nel mondo forense, che in esso scorge una grave compromissione del diritto di difesa e dei principi generali del processo.

L’analisi tecnica necessariamente concreta, minuta e dettagliata delle diverse forme in cui si esplica il metodo del contraddittorio e si garantisce l’esercizio del diritto di difesa sarà poi condotta esaminando costantemente i singoli temi esaminati nel quadro del dettato costituzionale e delle regole sovranazionali che delineano la complessiva fisionomia del fair trial.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci magistrati onorari con funzioni penali, cinque avvocati

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 18 novembre 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 20 novembre 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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