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P19092 - Il ruolo e le funzioni del giudice tutelare

Il corso intende fare il punto sul ruolo e sulle importanti funzioni del giudice tutelare nel contesto delle evoluzioni giuridiche e sociali.

Si tratta di funzioni, spesso etichettate sotto il nome di “volontaria giurisdizione”, che coinvolgono un’ampia platea di soggetti (minori, interdetti, inabilitati, beneficiari di amministrazione di sostegno, adolescenti in gravidanza, pazienti psichiatrici).

Le funzioni sono caratterizzate da un necessario collegamento istituzionale con l’ufficio del pubblico ministero e con il tribunale ordinario o per i minorenni.

Il riferimento normativo primario per la figura del giudice tutelare è contenuto nell’art. 344 c.c., appositamente rubricato “funzioni del giudice tutelare”; si tratta di un giudice, inserito nell’organico del tribunale, che svolge una serie di funzioni a contatto con le persone in condizioni di debolezza e che pertanto necessitano di un supporto decisionale (si pensi alle importanti funzioni in tema di affidamento dei minori con nucleo familiare disagiato).

Il giudice tutelare svolge altresì, a norma dell’art. 337 c.c., un importante ruolo di vigilanza per quanto concerne l’attuazione delle condizioni stabilite dal tribunale per l’esercizio della responsabilità genitoriale (“Il giudice tutelare deve vigilare sull'osservanza delle condizioni che il tribunale abbia stabilite per l'esercizio della potestà (oggi responsabilità genitoriale) e per l'amministrazione dei beni”); tale ruolo è stato definito dalla recente giurisprudenza in termini di “vigilanza attiva” e si estende alle questioni accessorie o esecutive, nell’ambito delle quali si include anche la verifica dei tempi di frequentazione tra genitori e figli.

Si tratta di norma che non attribuisce al Giudice tutelare poteri decisori e/o modificativi del provvedimento, ma lo abilita ad intervenire sulle modalità di applicazione delle condizioni stabilite dal Tribunale in tema di responsabilità genitoriale.

Ancora, tra le funzioni del giudice tutelare è compreso uno degli istituti di maggiore rilevanza sociale: l’amministrazione di sostegno. L’istituto è destinato, ai sensi dell’art. 404 c.c., a sostenere le persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.

Il corso intende approfondire la disciplina dell’amministrazione di sostegno attraverso i seguenti passaggi: 1. una ricostruzione dell’istituto che tenda ad accertare i requisiti necessari per l’apertura della procedura ed a valutarne il difficile rapporto con i previgenti istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione; 2. la necessaria individuazione delle problematiche verificatesi nel corso dei primi anni di applicazione della disciplina.

Il giudice tutelare ha il dovere di controllare l’intero svolgimento della procedura di amministrazione di sostegno e di effettuare una serrata verifica sul corretto svolgimento delle attività gestionali da parte degli amministratori di sostegno, verificando attentamente che tale attività sia corrispondente ai reali interessi dei beneficiari.

La formazione dunque non può ignorare il settore delle tutele e per questo diviene sempre più urgente – anche a livello formativo – elaborare una costante riflessione comune sul mestiere del giudice tutelare. Il fine è quello di non disperdere il prezioso bagaglio culturale e giurisprudenziale elaborato negli anni dai magistrati che hanno svolto con passione ed impegno le preziose funzioni di giudice tutelare.

Il corso si propone come sede di confronto tra le varie prassi sparse sul territorio nazionale, nel tentativo di operare un raccordo ed un dialogo tra i vari magistrati destinati ad occuparsi dei soggetti deboli.


Caratteristiche del corso:

Area: civile
 

 

Organizzazione:Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: al fianco di relazioni frontali, concepite in termini di presentazione dialogica dei temi e seguite da dibattito, saranno previsti lavori tra gruppi ristretti di partecipanti; numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari e cinque magistrati onorari con funzioni civili, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 4 novembre 2019 (apertura lavori ore 9,30) – 6 novembre 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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