biancaContattiMappa del sitoEntrabianca

HomeFormazione permanenteFormazione permanente anno 2019FormazioneFormazione PermanenteFormazione Permanente anno 2019P19081 - Dinamiche della corruzione, strumenti di prevenzione e repressione penale

P19081 - Dinamiche della corruzione, strumenti di prevenzione e repressione penale

Il variegato fenomeno della corruzione ed i modi per prevenire e contrastare le sue molteplici manifestazioni sono oggetto di un costante dibattito pubblico, caratterizzato da forti contrapposizioni di principio e di natura tecnica.

Gli osservatori si dividono già sull’entità della corruzione esistente nel nostro Paese e sui criteri impiegati per quantificarne la dimensione e l’incidenza sulla economia.

Com’è noto, infatti, i misuratori del fenomeno, utilizzati per stilare le classifiche internazionali in tema di corruzione, sono principalmente fondati sulla “corruzione percepita”. Un criterio ritenuto corretto da alcuni studiosi, che ne difendono la validità e l’aderenza alla realtà del fenomeno corruttivo, e discusso da altri, più propensi a revocarlo in dubbio o almeno ad attribuirgli un carattere solo relativo.

Ugualmente animato è il confronto tra i giuristi sui nuovi strumenti cui far ricorso nelle indagini su fatti corruttivi. In questo contesto si iscrivono i primi bilanci sulla esperienza del whistleblowing, le diversità di vedute sulla scelta legislativa di ammettere l’impiego dei captatori informatici (i cd. trojan) nelle investigazioni sui reati di corruzione (art. 6 del d.lgs. 29 dicembre 2017, n. 216) e le discussioni relative alla prospettata utilizzazione, in quest’ambito, della figura di “agenti sotto copertura”.

Infine si discute - come testimonia, tra l’altro, la riflessione in corso sul codice degli appalti - dell’incisività dell’opera di prevenzione della corruzione e della necessità che essa si eserciti in forme che siano al tempo stesso efficaci e non eccessivamente onerose per le imprese che operano con correttezza.

La diversità di opinioni e la vivacità dei contrasti riflettono del resto l’oggettiva difficoltà di inquadrare in schemi univoci e predefiniti una realtà come quella della corruzione, soggetta a continue trasformazioni. Mutano infatti (e si atteggiano in forme sempre più insidiose e difficili da identificare) le modalità di realizzazione degli accordi corruttivi, che spesso superano la dimensione interindividuale per attuarsi in forme allargate (i cd. giri della corruzione); cambiano incessantemente, divenendo più sofisticate, le modalità di corresponsione dei compensi o delle utilità ai corrotti; si atteggia in forme diversificate la vendita della funzione o di singoli atti.

Accanto ai temi sin qui evidenziati, da esplorare con apertura e spirito critico, si collocano poi le problematiche che potrebbero definirsi “costanti” della prevenzione e della repressione. Da un lato la complessiva valutazione del funzionamento dei meccanismi di prevenzione dell’illegalità introdotti dalla legge n. 190 del 2012 e del ruolo svolto dalla Autorità nazionale anticorruzione. Dall’altro lato l’analisi delle risposte date dai giudici di merito e di legittimità su alcuni temi centrali per il contrasto della corruzione: la difficile individuazione della linea di demarcazione tra concussione e corruzione; l’interpretazione delle fattispecie incriminatrici previste dalla legge di riforma del 2012; l’applicazione delle norme contenute nella legge n. 103 del 2017 (che ha aumentato della metà i termini prescrizionali estintivi per una serie di fatti di corruzione); l’impatto delle disposizioni del nuovo Codice antimafia, che ha esteso la sfera di applicazione delle misure di prevenzione agli indiziati di appartenere ad associazioni a delinquere finalizzate al compimento di reati contro la pubblica amministrazione.

Di non minore rilievo, in questo quadro, sarà la valutazione delle potenzialità di individuazione di fatti corruttivi offerte dalle affinate rilevazioni delle operazioni economiche “sospette” e dal reato di autoriciclaggio, che spesso costituisce il corollario dell’arricchimento derivante dalla corruzione.

Il corso, svolto in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione, si propone di analizzare congiuntamente i diversi profili – preventivi e repressivi – dell’azione pubblica, mettendo a confronto esperienze e competenze diverse al fine di realizzare una ampia visione del problema “corruzione” e di favorire il coordinamento di quanti operano per il contrasto a questa forma di illegalità ed agli arricchimenti illeciti in danno della collettività.


Caratteristiche del corso: 

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settanta magistrati ordinari e sei magistrati onorari, tutti con funzioni penali, oltre a sei avvocati e ad ulteriori partecipanti, questi ultimi selezionati secondo criteri stabiliti con Anac.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 9 ottobre 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 11 ottobre 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


Go to top