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P19076 - Le indagini della polizia scientifica: nuove tecniche di accertamento e disciplina …

La Scuola superiore della magistratura ha dedicato un’attenzione crescente al tema della prova scientifica, declinandolo anche sullo specifico versante delle investigazioni, e cioè delle risorse tecniche utilizzabili per la ricostruzione e l’accertamento dei fatti ad opera della polizia giudiziaria e dei magistrati inquirenti.

Le ragioni dell’impegno di risorse crescenti, sul piano della formazione, sono fin tropo ovvie. Se tecnologia e scienza hanno sempre influito sull’evoluzione dei metodi di indagine, il fenomeno è particolarmente intenso da alcuni anni, essenzialmente in rapporto all’accelerazione impressa alle scienze informatiche (termine qui usato in senso assai lato), alla genetica, alla medicina legale, alla fisica dei corpi. Le conoscenze acquisite e gli strumenti che ne derivano stanno trasformando il mondo dell’investigazione, e per versi peculiari la stessa dinamica della prova all’interno del processo. La crescente capacità intrusiva dell’indagine – certo non avversata nell’epoca delle gravissime minacce portate alla convivenza civile dal terrorismo e dalla criminalità organizzata – genera tensioni gravi con diritti fondamentali della persona, protetti dalla Costituzione (ad esempio, artt. 2, 13, 14 e 15) e dalle Carte sovranazionali (art. 17 del Patto di New York sui diritti civili e politici; art. 8 Convenzione edu; artt. 6, 7 e 8 della Carta di Nizza). Il corretto bilanciamento di interessi spetterebbe al legislatore, ma ben si percepisce, per molti ordinamenti nazionali e per la stessa normazione sovranazionale, la difficoltà dell’operazione e, comunque, la scarsa capacità di “seguire”, con regole appropriate, la veloce espansione delle tecniche investigative. Di qui il ruolo essenziale, sul piano stesso della regolazione oltreché in termini di applicazione, che spetta alla giurisprudenza.

Il problema può essere riguardato da molteplici punti di vista. La Scuola ha dedicato più corsi alla riflessione sui limiti costituzionali e convenzionali per le attività di ricerca della prova, e sui loro riflessi nella disciplina di dettaglio delle specifiche attività investigative. Al tempo stesso, è stata offerta formazione, anche in (accessibili) termini tecnici e scientifici, a proposito delle singole metodiche di conduzione delle indagini e di formazione della prova.

Anche per l’anno 2019 sono programmati corsi di quest’ultimo genere, muovendo tra l’altro – al fine di procurare spazi di particolare approfondimento – dalla previsione di due distinte offerte. Nell’uno (P19093) saranno trattate in modo specifico questioni attinenti alla “prova informatica”, comprendendo nell’espressione soprattutto le tecniche di sorveglianza a distanza e di raccolta delle informazioni disponibili sulle attività dei singoli cittadini mediante accesso a raccolte di dati individuali o collettive. Il corso qui descritto, invece, sarà principalmente dedicato alle scienze “naturali” ed alle loro potenzialità di applicazione in sede investigativa: genetica, biologia, medicina, fisica, entomologia, ecc. Il tutto naturalmente curando sia l’informazione (accessibile ma non superficiale) circa i metodi e l’oggetto delle singole discipline, sia la riflessione sulle questioni procedurali e giuridiche poste dal ricorso alle tecniche pertinenti. Saranno coinvolti, di conseguenza, genetisti, medici legali, specialisti dell’indagine scientifica in generale, oltre che giuristi e magistrati esperti sul tema della prova scientifica. Il carattere non solo teorico dell’attività sarà garantito anche dalla stretta collaborazione con reparti di polizia scientifica dei vari Corpi investigativi, grazie all’intervento della Scuola di perfezionamento per le Forze di polizia.

Il quadro complessivo dell’offerta sul tema sarà poi completato dall’organizzazione di un corso (P19069) dedicato in particolare al “trasferimento” della prova scientifica nella sede dibattimentale, ed ai problemi che specificamente riguardano, in quella sede, la stessa ammissione, la formazione e la valutazione del dato cognitivo mediato da competenze scientifiche.


Caratteristiche del corso: 

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura, in collaborazione con la Scuola di perfezionamento delle Forze di polizia; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali con dibattito, gruppi di lavoro anche con riguardo a specifiche operazioni tecniche di investigazione); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci magistrati onorari con funzioni penali, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P18046; la richiesta di partecipazione è alternativa a quella concernente il corso P19069.

Sede e data del corso: Roma, Sede della Scuola di perfezionamento delle Forze di polizia, 25 settembre 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 27 settembre 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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