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P19073 - Le condotte ingannevoli nel sistema del diritto penale

La riflessione che il corso intende stimolare parte dalla constatazione di un evidente dato di realtà. Nella società della comunicazione (e della dematerializzazione, della computer graphic, ecc.) si moltiplica la possibilità di condotte che hanno l’effetto di “ingannare” i destinatari delle comunicazioni stesse e degli atti negoziali (coinvolgendo di volta in volta le pubbliche amministrazioni, o i diversi attori dei mercati delle merci e dei prodotti finanziari, i creditori, i consumatori di beni e gli utenti di servizi, e più generale l’intera collettività).

I comportamenti decettivi assumono forme sempre più varie, insidiose ed astute, ora sfruttando l’asimmetria dei patrimoni conoscitivi, ora avvantaggiandosi della fisiologica disattenzione dei fruitori (bombardati da una crescente pluralità di messaggi), ora infine facendo leva sull’affidamento normalmente nutrito verso informazioni e attestazioni che si ha ragione di considerare oggettive e rispondenti al vero. Fino all’estremo della diffusione di notizie integralmente false che catturano rapidamente l’attenzione dell’opinione pubblica per effetto della loro verosimiglianza e dell’abilità con cui sono state costruite, producendo danni ed inganni difficili da dissipare anche a seguito di indiscutibili dimostrazioni di falsità. Al tempo stesso, la meritevole aspirazione sociale e politica alla riduzione dei profili burocratici, nel rapporto tra cittadini e amministrazione, induce in termini nuovi, per quantità e qualità, problemi connessi alle dichiarazioni false, alle mendaci autocertificazioni, ecc., che possono intervenire anche su terreni di altissima sensibilità.

A fronte di questa vera e propria galassia di violazioni degli obblighi di verità, correttezza e affidabilità (violazioni che, nel mondo della comunicazione pubblica, trovano nella rete un terreno particolarmente fertile) sta il panorama frastagliato delle norme penali che presidiano i beni della genuinità, veridicità e non artificiosità delle dichiarazioni e comunicazioni, dunque proteggendo la pluralità degli interessi economici e morali lesi dalle condotte ingannatorie.

Accanto ai paradigmi generali dei reati di “diffamazione” e di quelli fondati sui concetti di “frode” (a partire dalla classica “truffa”) e di “contraffazione” – dei quali occorre saggiare le forme di applicazione a realtà nuove ed inedite – si collocano altre norme del codice penale e della legislazione speciale, meritevoli di attenzione nell’ottica del corso.

Da un lato le disposizioni riguardanti i delitti contro la fede pubblica, tra le quali assumono particolare rilevanza le falsità ideologiche commesse dai privati in atti pubblici e le falsità personali.

Dall’altro lato le norme incriminatrici di condotte specificamente dirette ad ingannare la pubblica amministrazione, tra cui spiccano l’art. 316-ter e l’art. 640-bis del codice penale. Rilievo fondamentale rivestono, in questo quadro, anche le disposizioni del Testo unico dell’intermediazione finanziaria concernenti la manipolazione del mercato e l’abuso di informazioni privilegiate, nonché il complesso di falsità ed illeciti contemplati negli artt. 2621 e segg. del codice civile (Libro V, Titolo XI, Disposizioni penali in materia di società).

Obiettivo del corso sarà quello di analizzare queste diverse fattispecie verificando come si atteggia in ciascuna di esse la contrapposizione tra verità e falsità, completezza e parzialità, adeguatezza e scorrettezza della comunicazione. Ciò al fine di verificare, anche attraverso uno sguardo alla teoria generale del falso, l’esistenza di coordinate comuni e di differenze concettuali tra le varie condotte decettive, misurando l’efficacia del diritto penale nel contrastare comportamenti la cui crescente diffusione rappresenta una minaccia da non sottovalutare per la vita economica e sociale del paese.


Caratteristiche del corso:

 

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazione frontali con dibattito, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci onorari con funzioni penali, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 23 settembre 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 25 settembre 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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