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P19072 - Le impugnazioni penali

Con l'entrata in vigore del d.lgs. n. 11 del 2018, nella data del 6 marzo 2018, un rilevante tassello della cd. riforma Orlando (legge n. 103 del 2017) è stato portato a compimento, risultando infatti definite alcune significative novità del giudizio di impugnazione, che avevano avuto importanti anticipazioni già nella citata legge di riforma.

In realtà quest’ultima aveva regolato per proprio conto diversi aspetti del sistema di sindacato dei provvedimenti giudiziari: l'appello avverso le sentenze di non luogo a procedere emesse in udienza preliminare; i requisiti di forma dell'atto di impugnazione, in collegamento con il dictum espresso dalle Sezioni unite della Cassazione, in punto di specificità dei motivi, con la sentenza n. 8825/2017; la reintroduzione del concordato in appello con rinuncia ai motivi; la previsione espressa d’una rinnovazione istruttoria obbligatoria in caso di appello del pubblico ministero contro sentenze di proscioglimento censurate per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa; l’eliminazione della competenza primaria ed esclusiva della Cassazione riguardo all'impugnazione dei provvedimenti di archiviazione, oltre che delle sentenze di non luogo a procedere, nonché, in prima battuta, riguardo alla rescissione del giudicato; i limiti alla facoltà di ricorso per cassazione – art. 1, commi 50 e 69 - in particolare attuati sopprimendo il ricorso personale dell'imputato; la prescrizione del rito camerale partecipato, ex art 127 c.p.p., per la trattazione dei ricorsi di legittimità in materia cautelare reale, in contrasto con il dictum delle Sezioni Unite (sentenza n. 51207/2015); la profonda alterazione del rapporto tra Sezioni unite e Sezioni semplici nell’ambito della Corte suprema, con la previsione di un obbligo per le seconde di rimettere alle prime i ricorsi nel caso di dissenso dai principi di diritto enunciati in precedenza dal Collegio allargato.

Rispetto a tale elenco, neppure completo, di novità introdotte dalla legge n. 103 del 2017, le tematiche affrontate dal d.lgs. n. 11 del 2018 attengono soprattutto alla legittimazione soggettiva ed oggettiva per l’impugnazione, la cui nuova disciplina si è resa subito operativa, inevitabilmente germinando questioni di diritto transitorio.

La riforma complessivamente attuata dal legislatore verrà analizzata in tutti i suoi diversi contenuti. Nella parte in vigore fin dall’agosto 2017, la novella ha già originato un approfondito dibattito. Basti citare, riguardo alla disciplina positiva dell’obbligo di rinnovazione dell’istruzione in appello in caso di impugnazione del pubblico ministero (art. 603, comma 3-bis, c.p.p.), l’intervento già attuato dalle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 14800/2018), nel contesto di un animato e cospicuo dibattito dottrinale e non senza la manifestazione di posizioni dissonanti nella stessa giurisprudenza. Ma saranno affrontati altri profili emergenti nell’esperienza applicativa della riforma, come ad esempio la possibilità del ricorso della parte pubblica con effetti di favore per l’imputato (da limitare eventualmente al caso della violazione di legge), o la nuova disciplina dell'appello incidentale, cui è altresì correlata la riforma dell'art. 595, comma 3, c.p.p., finalizzata al potenziamento della dialettica processuale rispetto alle impugnazioni proposte da altre parti.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantacinque magistrati ordinari, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 18 settembre 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 20 settembre 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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