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P19064 - La responsabilità civile e penale del medico

La legge n. 24 del 2017 (cd. legge Gelli - Bianco), entrata in vigore il 1° aprile 2017, ha inteso regolare, con un intervento di sistema, la responsabilità sanitaria, al fine dichiarato (art. 1) di garantire “la sicurezza delle cure”.

Il testo normativo ha posto, però, fin da subito complesse questioni interpretative, con riguardo ai diversi ambiti oggetto di regolamentazione.

Gli aspetti per primi affrontati dalla giurisprudenza della Corte di cassazione hanno riguardato il concetto della responsabilità colposa del medico (che l’art. 6 della legge ha affidato ad un nuovo articolo, il 590 quinquies c.p.) in relazione alle nozioni di “linee guida” – già oggetto della legge n. 189 del 2012, di conversione, con modifiche, del decreto-legge n. 158 del 2012, cd. decreto Balduzzi – e “buone pratiche clinico-assistenziali” (art. 5 della legge Gelli-Bianco). Il recente approdo delle Sezioni unite penali (sent. n. 8770/2018, del 21 dicembre 2017) non ha certo esaurito la discussione dei vari aspetti di una disciplina segnata anche da evidenti anomalie testuali.

Ma anche sul versante civilistico della legge, il dibattito tra i giuristi ha investito una serie di questioni importanti: dalla qualificazione giuridica della responsabilità del professionista (art. 7) alla natura giuridica degli obblighi assicurativi (articoli 10 e 11), ai presupposti di applicabilità delle azioni di rivalsa civile ed amministrativa (9),   per concludere con le questioni processuali civili del litisconsorzio nei casi di azione diretta del danneggiato verso la compagnia assicuratrice (12), dell’accertamento tecnico preventivo obbligatorio e del ricorso al “rito sommario” (art. 8).

Il corso intende affrontare, in chiave interdisciplinare, alcune questioni di comune interesse per magistrati penali e giudici civili, anche in considerazione del possibile esercizio dell’azione civile nel processo penale, e quindi: il concetto di colpa del sanitario, tra il nuovo articolo 590 quinquies c.p. e l’art. 2236 del cod. civ.; la colpa qualificata dalle “linee guida”; la rilevanza della graduazione della colpa; la diversa rilevanza, in ambito sanitario, dell’imperizia rispetto alla negligenza e l’imprudenza. Saranno oggetto di analisi anche onere e qualità della prova nel giudizio penale e civile, con riguardo a colpa e nesso di causalità ed anche in relazione al ricorso alla prova scientifica (resa obbligatoria in ambito civile).

Oggetto di sessione comune saranno anche le questioni della responsabilità assicurativa obbligatoria e delle azioni di rivalsa che, nell’ottica del legislatore, sono funzionali all’obiettivo complessivo dell’intervento normativo, cioè un superamento dell’approccio “difensivo” alle cure mediche.

Sessioni distinte saranno invece organizzate per analizzare temi peculiari ai diversi ambiti civile e penale, con particolare riguardo ai temi processuali.


Caratteristiche del corso:

Area: comune
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali con dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settanta magistrati ordinari e quindici onorari, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi ai corsi P18085, P 18089 e T18017.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 8 luglio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 10 luglio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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