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P19063 - Le misure di ablazione patrimoniale nel diritto penale e nel sistema di prevenzione

Si assiste nel nostro ordinamento ad una crescita esponenziale delle ipotesi di confisca, ben oltre la fisionomia dell’istituto originariamente previsto dall’art. 240 c.p., con un quadro normativo ormai molto complesso, e con il risultato che al nomen confisca non corrisponde più una figura unitaria.

La giurisprudenza ha più volte avuto modo di osservare che l’esito d’una tale proliferazione di discipline è l’attuarsi «di un caleidoscopio di istituti a differenziato regime giuridico», con la conseguenza che l’istituto assume «di volta in volta natura e funzioni di pena, o di misura di sicurezza, ovvero anche di misura amministrativa» (Cass., Sezioni Unite, sentenza n. 31617/2015).

In questo contesto, il corso si propone di fare il punto sugli aspetti problematici di più recente emersione relativi all’istituto della confisca, tanto nella dimensione penalistica che sul piano della prevenzione patrimoniale.

Quanto al primo versante, saranno in particolare esaminate questioni come: la nozione di profitto confiscabile; la praticabilità della confisca degli strumentalia delicti; l’attuazione della Direttiva 2014/42/UE, relativa "al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell'Unione Europea", compiuta mediante il d.lgs. 29 ottobre 2016, n. 202; l’applicabilità della confisca nel caso di prescrizione del reato, alla luce nella giurisprudenza delle Sezioni Unite e della Corte edu (all’esito della sentenza della Grande camera del 28 giugno 2018 nella causa GIEM e altri c. Italia); l’incidenza sulla confisca della recente giurisprudenza in tema di doppio binario sanzionatorio della Corte Edu (Grande camera, sentenza del 15 novembre 2016 nella causa A e B c. Norvegia) e della Corte di giustizia UE (Grande Sezione, sentenze del 20 marzo 2018 nelle cause C-524/15 Menci, C-537/16 Garlsson, C-596/16 Di Puma, C-597/16 Zecca); il rapporto tra la confisca, le procedure fallimentari e quelle esecutive civili.

Quanto alla confisca di prevenzione, saranno in primo luogo esaminate le modifiche apportate dalla legge n. 161 del 2017, per poi passare agli aspetti problematici dell’applicazione della misura, relativi, ad esempio, alla formulazione del giudizio di sproporzione patrimoniale, alla prova della disponibilità in capo al proposto di beni formalmente intestati a terzi ed alla praticabilità della misura quando la stessa debba riguardare una società od un’impresa “mafiosa”.

Sarà, infine, esaminato il tema della tutela dei diritti di credito dei terzi secondo la disciplina dell’art. 52 del d.lgs. n. 159 del 2011, come interpretata dalle Sezioni unite con la sentenza n. 29847/2018. In tale contesto, sarà affrontata anche la questione dell’applicabilità della norma alla confisca "allargata", già prevista dall’art. 12-sexies del d.l. n. 306 del 1992, oggi trasfuso nell’art. 240-bis c.p. Istituto, quest’ultimo, a proposito del quale saranno approfondite anche le implicazioni della “ragionevolezza interpretativa” cui si è riferita la sentenza della Corte Costituzionale n. 33/2018.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione:Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro su casi pratici, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci magistrati onorari con funzioni penali, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna

Sede e data del corso:Scandicci, Villa di Castel Pulci, 3 luglio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 5 luglio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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