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P19062 - Appalto privato, natura della responsabilità del costruttore e dei professionisti …

Il contratto di appalto si contraddistingue spesso per la rilevanza della prestazione di “fare” da parte di soggetti che – a vario titolo – collaborano alla realizzazione dell’opera e tra i quali la responsabilità si frammenta. Proprio questo elemento qualifica la previsione dell’art. 1655 c.c. e, unitamente al profilo del danno, dà vita ad una ipotesi di responsabilità, dai contorni indefiniti, che si muove tra dimensione contrattuale, dimensione extracontrattuale e matrice oggettiva della responsabilità, e che, nei suoi contenuti oggettivi e tecnici, ha subito una significativa estensione applicativa a seguito di un recente arresto delle Sezioni Unite civili (sentenza n. 7756/17).

In particolare, il mutamento di prospettiva ha investito la previsione dell’art. 1669 c.c., norma di garanzia dell'opera nel tempo, e la nozione, anzi l’estensione del concetto stesso di “opera”, non più ricondotta principalmente ai casi di costruzione ex novo di un edificio o di costruzione di una nuova parte di un immobile, ma anche alle ipotesi di intervento di tipo manutentivo-modificativo di lunga durata.

Il terreno, che il corso mira ad indagare, è ulteriormente complicato dalla difficoltà d’individuare il confine tra inadempimento e illecito, nonché di perimetrare i compiti propri di costruttore, progettista e direttore dei lavori, al fine della necessaria ripartizione delle rispettive specifiche responsabilità, specificità che non può essere offuscata dal vincolo della solidarietà.

La collaborazione con l’Ordine degli Architetti nasce dalla consapevolezza delle difficoltà che emergono dall’osmosi di concetti giuridici complessi e specifiche nozioni tecniche, estranee al sapere proprio del giudice e pur centrali per la esatta ricostruzione in fatto della fattispecie e la sua corretta esegesi. Da questa riflessione nasce l’idea di affiancare i tecnici ai giuristi per tutto lo svolgersi del corso, in vista di confronti e approfondimenti dinamici e multidisciplinari.

Il corso sarà anche l’occasione per una ricognizione del ruolo del CTU in questi procedimenti, sia riguardo alle specifiche competenze di ciascuna professionalità coinvolta, sia con riferimento ai quesiti da formulare al fine di meglio individuare il campo d’indagine affidato.


Caratteristiche del corso:

Area: civile
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura in collaborazione con l’Ordine degli architetti di Firenze; durata: tre sessioni (un giorno e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali e gruppi di lavoro); numero dei partecipanti: cento; composizione della platea: sessanta magistrati ordinari con funzioni civili e quaranta architetti.

Sede e data del corso:Firenze, Sede dell’Ordine degli Architetti (Palazzina Reale, piazza Stazione 32), 2 luglio 2019 (inizio lavori ore 15.00) – 3 luglio 2019 (fine lavori ore 17.00).


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