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P19056 - Il crimine transnazionale

La tematica del contrasto al crimine cd. transnazionale ha assunto, com’è noto, centralità nel dibattito dottrinale e giurisprudenziale, all’indomani della ratifica, mediante la legge n. 146 del 2006, della Convenzione ONU di Palermo.

Tale Convenzione, traducendo in un testo condiviso la nozione di “criminalità transnazionale”, ha avuto anzitutto il merito di centrare sul piano concreto degli strumenti di cooperazione giudiziaria una base comune di approccio ad un fenomeno che, proprio in virtù della farraginosità delle relazioni tra Stati, aveva trovato un fertile terreno di espansione, soprattutto riguardo ai traffici che strutturalmente richiedono il coinvolgimento di più territori nazionali (ad esempio, il traffico di esseri umani, il commercio illegale delle armi, il traffico internazionale di stupefacenti, ecc.). I due cardini della Convenzione sono, infatti, nelle nozioni di “transnazionalità” e di “criminalità organizzata”. Le categorie dei reati considerati dalla Convenzione e dai suoi Protocolli ricomprendono una pluralità di condotte, alcune delle quali – come detto – hanno il carattere della transnazionalità in re ipsa (in ragione del loro oggetto) ed hanno l’elemento aggiuntivo del coinvolgimento di gruppi criminali il cui scopo è il conseguimento di un profitto; per altro verso, vi sono condotte comprese nella materia della Convenzione per il significativo trattamento sanzionatorio istituito nella legislazione dei Paesi Parti (cd. serious crimes) e per la circostanza (esterna alla struttura ontologica delle fattispecie) dell’essere realizzate da organizzazioni criminali operanti sul territorio di più Stati.

Già una siffatta descrizione sommaria evidenzia le ricadute problematiche che la Convenzione e, conseguentemente, le discipline legislative nazionali di ratifica hanno dovuto affrontare nell’individuazione di strumenti di cooperazione idonei ad assicurare il conseguimento degli obiettivi della normativa pattizia. I momenti della cooperazione, in tal senso, non possono esaurirsi nella garanzia di assistenza legale (mutual legal assistance) nella fase investigativa, bensì devono realizzarsi efficacemente nella fase di ricerca ed acquisizione delle prove e, allo stesso modo, nella fase esecutiva, sia rispetto alle statuizioni di condanna concernenti i responsabili dei reati che rispetto ai beni provento dell’azione criminosa.

La tematica ha evidenti riflessi di natura processuale in ciascuna delle fasi di sviluppo dell’azione giudiziaria di contrasto alla criminalità transnazionale. La citata legge n. 146 del 2006, anche per la difettosa resa linguistica di alcuni passaggi della Convenzione, è ancora oggi oggetto di discussioni e di sforzi interpretativi, pur presentandosi comunque quale strumento di rilevante importanza, anche in chiave di contrasto interno alla criminalità organizzata.

Nel corso – organizzato in collaborazione con The Siracusa International Institute for criminal justice and human rights - si presterà attenzione alle tematiche d’inquadramento sostanziale della disciplina, ma lo spazio preponderante verrà assegnato alle questioni concernenti la soluzione di conflitti giurisdizionali, gli strumenti di cooperazione investigativa e giudiziaria (le squadre investigative comuni, il ruolo di Eurojust alla luce della nuova direttiva ecc.), le problematiche in tema di riconoscimento delle prove e delle decisioni giudiziarie e del ne bis in idem internazionale.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura, in collaborazione con l’Istituto internazionale di scienze criminali di Siracusa; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, tavoli di lavoro a percorso predeterminato, dibattito ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantacinque magistrati ordinari con funzioni penali, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Siracusa, Sede dell’Istituto internazionale di scienze criminali, 19 giugno 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 21 giugno 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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