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P19055 - Gli strumenti di deflazione nel sistema penale: aspetti sostanziali e processuali

Già nell’epoca in cui il codice vigente era ancora in fase di preparazione, con la svolta radicale verso un ideale modello accusatorio, era chiaro come le possibilità di successo del nuovo processo, e la stessa funzionalità del sistema penale, fossero affidate ad una radicale deflazione del contenzioso.

Le risorse materiali ed umane richieste dal dibattimento penale, a maggior ragione nel contesto di una sostanziale stabilità del sistema delle impugnazioni, apparivano tali da richiedere, paradossalmente, che il modello “puro” fosse riservato ad un numero molto ridotto di casi. Di qui la previsione di riti speciali, in parte sperimentati ed in parte nuovi (come il giudizio abbreviato), unita all’aspettativa d’un contributo significativo degli strumenti di diritto sostanziale (a cominciare dall’oblazione).

È noto che le cose non funzionarono, per molte e connesse ragioni. Lungo il corso degli anni il sistema ha trovato assestamenti parziali: sentenze della Consulta, riforme settoriali o, talvolta, di respiro più ampio (si pensi alla legge n. 479 del 1999 od alla legge n. 46 del 2006, per altro parzialmente neutralizzata dalle decisioni della Consulta sull’appello del pubblico ministero), adeguamenti indotti dal confronto con la giurisprudenza sovranazionale (non sempre di segno deflativo). Alcuni interventi sul diritto sostanziale, a muovere dalla riforma della prescrizione attuata con la legge n. 251 del 2005, avevano obiettivamente aggravato l’impasse della procedura, incentivando l’interesse per tattiche dilatorie, disincentivando il ricorso a riti speciali, portando il sistema fino al paradosso di una Corte suprema gravata da oltre cinquantamila procedimenti penali per anno. Il più recente tentativo organico di un intervento coordinato, mosso in parallelo sul piano della legge sostanziale (ancora la prescrizione, anzitutto, ma anche l’introduzione di nuove ed ulteriori cause di estinzione del reato e di non punibilità) come su quello della legge processuale (modifica dei riti speciali e delle impugnazioni), è stato attuato con la legge n. 103 del 2017, ed i suoi frutti cominciano appena a mostrarsi.

Il corso si propone di esaminare, con criterio storico-evolutivo ma soprattutto attraverso una disamina del funzionamento concreto di singoli istituti, quali siano gli strumenti che il sistema pone attualmente a disposizione, dei magistrati e degli avvocati, affinché il giudizio penale sia definito in forme semplificate, con o senza accertamento della responsabilità e con o senza l’irrogazione di una pena. La dovuta attenzione sarà naturalmente prestata agli strumenti più nuovi (condotte riparatorie, messa alla prova per gli adulti, ecc.), che saranno oggetto specifico di approfondimento anche in altra sede, ma l’analisi sarà estesa all’intero complesso degli strumenti di deflazione, anche quelli ormai tradizionali (applicazione della pena su richiesta, rito abbreviato, ecc.). Neppure mancherà l’analisi delle discipline mirate a ridurre il numero dei procedimenti, e non la loro durata: dagli esiti incerti degli interventi di depenalizzazione e di modifica del regime di procedibilità alle soluzioni di marca processuale, che per altro, nell’esperienza recente, hanno mirato soprattutto a ridurre il carico della fase di legittimità, trasferendo oltretutto una parte del contenzioso nei giudizi di merito.

In esito, secondo l’auspicio della Scuola, dovrebbe ricavarsi un quadro ragionato delle opportunità e degli ostacoli per le strategie di deflazione, da elaborare anche in base a cognizioni assai concrete e non ancora generalmente condivise sui singoli istituti.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci magistrati onorari con funzioni penali, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P18010.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 19 giugno 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 21 giugno 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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