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P19049 - Codice e procedimento disciplinare

L’evoluzione della giurisdizione disciplinare ha scandito tappe importanti della storia della magistratura italiana, talora assecondando le trasformazioni della cultura e della sensibilità collettiva, talora subendo i riflessi ed i contraccolpi scaturenti dalle tensioni tra mondo politico, settori della società e ordine giudiziario.

Sul piano sostanziale, è sopravvissuta sino al 2006 la formula “incriminatrice”, generica ed indefinita, contenuta nell’art. 18 della legge sulle guarentigie, secondo cui era assoggettato a sanzione disciplinare il magistrato che avesse mancato “ai suoi doveri” o avesse tenuto “in ufficio o fuori” una condotta tale da renderlo immeritevole “della fiducia e della considerazione di cui deve godere” o, infine, avesse compromesso “il prestigio dell’ordine giudiziario”. Con l’effetto di dar vita ad un diritto disciplinare di fonte esclusivamente giurisprudenziale, largamente imprevedibile per i suoi destinatari e soggetto a rilevanti oscillazioni, tanto nella formulazione delle incolpazioni quanto nelle pronunce della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura.

Analogamente, nonostante singole modifiche legislative ed interventi della Corte costituzionale, il procedimento disciplinare è rimasto a lungo caratterizzato da residui di tipo amministrativo e di impronta inquisitoria, in grado di limitare il diritto di difesa.

Dopo una rapida analisi del passato, condotta sul filo della ricostruzione storica, il corso si propone di analizzare la genesi, particolarmente travagliata, dell’attuale normativa disciplinare, introdotta da quel d.lgs. n. 109 del 2006 che è stato per altro oggetto, prima della sua entrata in vigore, di incisive modifiche ad opera della legge n. 269 del 2006.

L’attenzione verrà poi focalizzata sulle figure più rilevanti e più ricorrenti di illecito disciplinare commesso “nell’esercizio delle funzioni”, oppure al di fuori di tale esercizio, o infine “conseguenti a reato”: il tutto attraverso l’analisi dei principali orientamenti giurisprudenziali della Sezione disciplinare del Consiglio Superiore e della Corte di cassazione a sezioni unite, ed attraverso la discussione collettiva di casi significativi e controversi.

Occorrerà inoltre approfondire l’esame dei principali snodi del procedimento disciplinare: dal promovimento dell’azione disciplinare allo svolgimento delle attività di indagine, dalle modalità di chiusura delle indagini al dibattimento disciplinare, cogliendo i punti che restano tuttora aperti e problematici. In quest’ottica sarà interessante verificare come abbia avuto attuazione, nella prassi, la regola dettata dall’art. 16 del d.lgs. n. 109 del 2006, che sancisce l’osservanza, nelle attività di indagine, delle norme del codice di procedura penale, ma solo “in quanto compatibili” con la fisionomia e la struttura del procedimento disciplinare.    

Al fine di rispecchiare appieno la complessità e la varietà dei punti di vista sul giudizio disciplinare, il corso sarà caratterizzato – oltre che da intensi lavori di gruppo – da confronti diretti tra magistrati della Procura generale della Corte di cassazione e magistrati o avvocati che abbiano svolto il ruolo di difensori disciplinari, nonché dalla presenza di giudici disciplinari (in carica o delle passate consiliature) e da componenti delle Sezioni unite civili della Corte di cassazione.

Si avrà cura, infine, di fornire informazioni ed indicazioni sulle procedure disciplinari in atto presso Paesi europei nei quali opera una magistratura professionale comparabile alla nostra sotto il profilo dell’assetto ordinamentale.


Caratteristiche del corso:

Area: comune
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, confronti a due voci, dibattito, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantotto magistrati ordinari e sei magistrati onorari, con funzioni requirenti o giudicanti, oltre a sei avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 3 giugno 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 5 giugno 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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