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P19046 - Mercato finanziario e diritto penale

A differenza della rappresentazione diffusa nell’immaginario collettivo, il mercato finanziario non è il terreno del “bellum omnium contra omnes” ma si configura, almeno dal punto di vista formale, come una realtà minuziosamente regolata. Il mercato finanziario è infatti “controllato” già nel momento dell’accesso, che il legislatore ha inteso limitare ad imprese economicamente solide, guidate da persone di accertata moralità e professionalmente capaci, soggette a controlli di affidabilità ed a regimi di iscrizione in elenchi e di preventiva autorizzazione. Con il corredo, a questo proposito, di sanzioni amministrative e penali nei confronti delle diverse forme di abusivismo bancario e finanziario. Il mercato è inoltre “vigilato” da una pluralità di autorità, prime tra tutte la Banca d’Italia e la Consob, dotate di poteri ispettivi, funzionali ad esercitare un controllo preventivo e successivo sull’attività dei soggetti vigilati, al fine di garantirne l’affidabilità nel mercato e nel rapporto con il pubblico. Anche sotto questo profilo è una fattispecie incriminatrice – il reato di ostacolo alla vigilanza previsto dall’art. 2368 c.c. – a garantire il rispetto e l’efficace svolgimento della funzione amministrativa di vigilanza.

Il quadro della tutela penale del mercato è completato dalle norme incriminatici dell’abuso di informazioni privilegiate (il cd. insider trading) e della manipolazione del mercato, dettate dagli artt. 184 e 185 del Testo unico finanziario (d.lgs. n. 58 del 1998). Norme poste a presidio della correttezza e veridicità dei flussi informativi che orientano ed influenzano i comportamenti degli attori economici, e dirette a proteggere il mercato da notizie false, operazioni simulate ed altri artifizi.

Al magistrato penale è dunque affidato il compito di intervenire in ultima istanza, quando regole e controlli siano stati violati, ignorati, aggirati. Un compito che potrà assolvere con efficacia ed equilibrio solo se avrà un’adeguata conoscenza dei complessi meccanismi economici e giuridici sui quali dovranno esercitarsi le attività di indagine e di giudizio.

In quest’ottica il corso si propone di analizzare – con la preziosa collaborazione della Facoltà di economia dell’Università la Sapienza – le prassi e gli strumenti contrattuali propri del mercato finanziario, esaminando in rapida rassegna i principali contratti bancari e di borsa ed i cd. “derivati”.  

La fase successiva mirerà alla descrizione degli ambiti e delle modalità di intervento delle principali autorità di vigilanza, nonché all’analisi aggiornata della complessa e controversa questione della “coesistenza” di sanzioni amministrative e sanzioni penali per determinati comportamenti illeciti.

Infine, sulla base di queste acquisizioni, verrà focalizzata l’attenzione sulla tutela penale del mercato e sulla tutela offerta ai singoli operatori economici ed ai risparmiatori.


Area: penale
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura, in collaborazione con Università La Sapienza di Roma (Dipartimento di economia); durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari con funzioni penali, cinque dirigenti di Banca di Italia e Consob, cinque ufficiali della Guardia di Finanza (selezionati d’intesa con le Amministrazioni pertinenti).

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Roma, Università La Sapienza, Sede del Dipartimento di economia, 27 maggio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 29 maggio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


 

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