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P19045 - Sovranità territoriale e spazi internazionali: il mare, la terra e il cosmo

Nelle aule di giustizia, di fronte a fenomeni giuridici (di rilievo penale o civile) che trascendono l’ambito territoriale di un singolo Stato, l’identificazione dei limiti di sovranità è sempre più spesso necessaria, ed è oggetto sovente d’una complessa interpretazione giuridica, al fine di individuare le regole applicabili alle singole fattispecie. Per tale ragione, la Scuola superiore della magistratura intende sviluppare un’offerta formativa che sappia cogliere le istanze provenienti dal mondo che ci circonda, non più ristretto nei confini nazionali ma esteso nel mare, nella terra e nel cosmo.

L’ individuazione della extraterritorialità e la delimitazione delle acque internazionali sono sempre state caratterizzate, in effetti, dall’applicazione di casi concreti, che saranno ovviamente posti ad oggetto della riflessione, e mai da rigorosi concetti astratti.

Da qui anzitutto una ricognizione, a tutto campo, delle regole di diritto internazionale privato riguardanti il mare e la terra. Di grande interesse, ad esempio, si rivela l’esame del concetto di territorialità delle acque, da correlare necessariamente con lo status giuridico della nave.

Nell’ambito del diritto internazionale, la nave non ha un significato univoco, tanto che nei trattati internazionali si possono ritrovare ben tre significati di nave, intendendo il bene come tale; l'insieme degli interessi che si concentrano intorno a questo bene; la nave intesa come sinonimo di Stato al quale il natante è strettamente connesso mediante l’utilizzazione della bandiera, simbolo di nazionalità e di territorialità. In generale, però, il termine nave nel diritto internazionale è una sintetica espressione che rappresenta il complesso dei diritti e doveri dello Stato di cui il veicolo batte bandiera, sia pure limitati dalla sovranità territoriale di un altro Stato o dal regime delle regole del diritto internazionale. Non a caso, la nave è stata definita come “portion de territoire” o come una sorta di provincia ambulante.

I risvolti pratici di questo argomento sono numerosi e rilevanti; si pensi ad esempio alla nota vicenda dei fucilieri di marina prigionieri in India ed alla ipotesi dei delitti commessi in acque internazionali.

Ancora può essere di grande rilevanza pratica verificare se la nave si trovi a navigare nella cd. zona contigua (spazio marittimo che si estende per 12 miglia marine oltre il limite delle acque territoriali, dunque fino a 24 miglia dalla linea base della costa). Si tratta di una fascia così denominata dall'art. 33 della Convenzione di Montego Bay; in questa fascia lo Stato costiero non ha l'esercizio di una sovranità assoluta salvo un potere di controllo sulle navi in transito al fine di evitare violazioni di leggi nazionali affini alla materia doganale, fiscale, sanitaria e dell'immigrazione.

Ancora, questa proposta formativa vuole ampliare la discussione ad una terza dimensione spaziale: il cosmo. Le attività nazionali e internazionali, che hanno occupato fino ad oggi la superficie terrestre e gli spazi comuni in essa definiti, si stanno spostando sempre più velocemente nello spazio.

La magistratura, con una sorta di viaggio nel futuro, deve cominciare ad interrogarsi sul diritto internazionale spaziale (i cui primi passi si rinvengono già alla fine degli anni Sessanta) e soprattutto sui concetti giuridici di sovranità statale, di territorialità, di efficacia della norma, di applicazione analogica.

Da anni, gli Stati sottoscrivono accordi di collaborazione per l’esplorazione pacifica del cosmo; il turismo spaziale è una nuova frontiera del consumatore, prodotti di uso quotidiano vengono sperimentati all’interno delle basi spaziali internazionali. A chi spetteranno i diritti di sfruttamento delle enormi risorse di pianeti e asteroidi? Decine di migliaia di oggetti orbitano attorno alla terra, veri e propri rifiuti spaziali che possono colpire il suolo terrestre.

L’Italia ha un’industria spaziale molto sviluppata, sia dal punto scientifico che nella produzione componentistica, e il diritto aerospaziale è studiato nelle università nei dipartimenti di giurisprudenza e di ingegneria.

Il corso insomma – dopo l’esame delle principali questioni che si pongono in materia di territorialità nell’attuale pratica della giurisdizione – si propone anche di partire dalle basi di diritto internazionale e dai trattati sull’esercizio dei diritti sulla sfera terrestre, per spingersi ad esaminare il futuro mediante l’analisi del diritto internazionale cosmico.

In questo viaggio ideale (per terra, per mare e nel cielo) verranno coinvolti studiosi di diritto internazionale dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), così da inquadrare le fonti del diritto in una nuova ottica con lo sguardo rivolto ad un futuro ormai non troppo lontano.


 Caratteristiche del corso:

Area: comune
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: al fianco di relazioni frontali, concepite in termini di presentazione dialogica dei temi, saranno previste occasioni riservate al dibattito ed al confronto su singole questioni; numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari e dieci avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 27 maggio 2019 (apertura lavori ore 9,30) – 29 maggio 2019 (chiusura lavori ore 15.00).


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