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T19009 - Il risarcimento del danno: tecniche liquidatorie, strumenti riparatori …

L’ordinamento giuridico affida tradizionalmente al risarcimento del danno la funzione di riparazione civile dei diritti lesi, siano essi di natura patrimoniale o non patrimoniale. Il diritto civile ha tuttavia conosciuto nel tempo un’evoluzione della tecnica di tutela dei diritti, sia in ambito nazionale che sovranazionale, verso un sistema di responsabilità che affianca, alla prioritaria funzione compensativo-riparatoria, anche funzioni sanzionatorie, di prevenzione generale ed indennitaria. E così la gravità del fatto diventa uno dei criteri di quantificazione del risarcimento dovuto dal danneggiante.

Rimedi giuridici innovativi sono volti a colpire il profitto che sia il frutto della condotta contra legem. Leggi di depenalizzazione trasformano alcuni illeciti da reati a condotte soggette a sanzioni pecuniarie civili (d.lgs. n. 7 del 2016). Al contempo, si sperimentano strumenti “surrogatori” per le ipotesi in cui l’incapienza patrimoniale o l’omessa identificazione dell’autore dell’illecito non consentano di pervenire a forme di ristoro effettivo (così è, da ultimo, per il Fondo Vittime di Reati Intenzionali Violenti, istituito con la legge 7 luglio 2016, n. 122, modificata dalla legge 20 novembre 2017, n. 167, sul modello dei Fondi di dotazione per le vittime di mafia e terrorismo).

Anche la giurisprudenza fa la sua parte, affinando tecniche risarcitorie che, mentre predeterminano criteri di liquidazione volti a determinare un risarcimento monetario idoneo a ristorare l’integrale pregiudizio risentito dal soggetto leso, mirano nel contempo a scongiurare irragionevolezze e arbitrii, giungendo finanche a prospettare una funzione punitiva del risarcimento del danno, quando quella reintegratoria si dimostri insufficiente.

Il corso si propone, dunque, di analizzare l’evoluzione normativa e giurisprudenziale del risarcimento del danno in una prospettiva polifunzionale.

L’incontro si occuperà anche del delicato istituto delle astreintes e del loro ambito di applicazione nonché dei risarcimenti cd. “punitivi” (“punitive (o exemplary) damages), tipici dei sistemi di common law e ritenuti “non ontologicamente incompatibili con l’ordinamento italiano” dalla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione n. 16601/17.


Caratteristiche del corso:

Area: civile
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura - Struttura decentrata della Corte d’appello di Palermo; durata: tre sessioni (un giorno e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e eventuale tavola rotonda);numero dei partecipanti e composizione della platea: cinquanta magistrati ordinari con funzioni civili, in servizio presso distretti diversi da quello di Palermo, oltre a magistrati ordinari ed onorari di quel distretto entro il numero e secondo i criteri di ammissione stabiliti con la Struttura organizzatrice.

Eventuali incompatibilità:saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi ai corsi P18036 e P18062.

Sede e data del corso: Palermo, Palazzo della Corte d’appello, 16 maggio 2019 (apertura lavori ore 14.30) – 17 maggio 2019 (chiusura lavori ore 17.00).


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