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P19040 - Violenza domestica e violenza di genere: uffici giudiziari a confronto…

La violenza contro donne e minori continua ad abitare le nostre aule di giustizia, che non sempre danno risposte tempestive ed adeguate ad un fenomeno di dimensioni agghiaccianti, che non accenna a ridimensionarsi.

I giudici civili s’imbattono in queste vicende spesso quando la violenza è solo annunciata, quando cioè l’aggressione fisica o psicologica può essere scongiurata e non solo repressa. Il compito di prevenire è tutt’altro che semplice, perché lo sviluppo della patologia familiare matura all’interno delle mura domestiche, in modo non sempre avvertito (e spesso senza finestre). A volte gli unici testimoni sono bambine e bambini, vittime della violenza assistita, che lascerà loro cicatrici non meno profonde di quelle delle loro madri. Lo svelamento di questa realtà è spesso complicato dal confine liquido tra conflittualità e violenza e, talvolta, dall’uso strumentale delle “denunce” per ottenere vantaggi processuali sull’avversario.

La convinzione che la capacità di tutela dei diritti è tanto più elevata quanto più è affidata ad una magistratura consapevole e attrezzata è la ragione che anima il corso, che si propone di affinare gli strumenti di contrasto a disposizione del giudice civile, non solo con riguardo agli “ordini di protezione”, ma anche in relazione alle modalità di affidamento e visita dei figli minori ed alla compatibilità delle esigenze di protezione con quelle di garanzia della continuità affettiva tra minore e genitore asseritamente maltrattante. Il corso intende altresì evidenziare le potenzialità della funzione del pubblico ministero all’interno di questi procedimenti civili, affinché non solo siano valorizzati, grazie al ruolo della parte pubblica, i poteri istruttori del giudice civile, stretto tra principio della domanda e rigore della dialettica processuale, ma sia assicurato il migliore e più immediato collegamento con la giustizia penale, indispensabile all’adozione di misure interdisciplinari coerenti e coordinate.

Il corso, di taglio essenzialmente pratico, si propone anche di mettere a confronto le prassi esistenti nei diversi uffici giudiziari per il contrasto alla violenza domestica e di individuare le modalità più idonee per un intervento preventivo e repressivo. Il corso stesso sarà quindi preceduto da una interlocuzione con i partecipanti, al fine di raccogliere indicazioni circa le questioni connesse al tema d’indagine e di identificare i casi problematici concreti, oltre alle prassi operative adottate, così da poter organizzare piccoli gruppi di lavoro intorno a questioni processuali omogenee, da discutere poi in seduta plenaria.


 Caratteristiche del corso:

Area: comune
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: dibattito guidato e discussione in gruppi di lavoro; numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: magistrati ordinari, con precedenza per quaranta giudici civili, venti giudici minorili, venti pubblici ministeri ordinari e dieci minorili, secondo i criteri correnti di partizione territoriale.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 13 maggio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 15 maggio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


 

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