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P19039 - L’etica professionale del magistrato

L’etica professionale non si insegna ma si discute. Come è dimostrato dal fatto che l’etica – interessantissima, coinvolgente, divisiva quando si affrontano i singoli casi concreti e le questioni controverse – rischia di risultare banale quando si enunciano in astratto principi e regole di comportamento, senza esplorarne la genesi storica e senza discuterne le contaminazioni con la realtà.

È questa la premessa del “corso”, che non intende impartire insegnamenti ma si propone di promuovere una discussione collettiva tanto sulla storia dell’etica professionale della categoria, intimamente connessa ai mutamenti intervenuti nella concezione del ruolo e della funzione del magistrato, quanto sugli approdi attuali della deontologia, a loro volta continuamente soggetti a tensioni e trasformazioni.

In quest’ottica verranno rapidamente ripercorse le contrapposizioni del passato sui valori fondanti dell’etica professionale e sulle modalità con cui garantire il rispetto dei suoi canoni: credibilità e fiducia versus l’astratto valore del “prestigio” della categoria; pubblicità della giurisdizione disciplinare versus regime del segreto; responsabilità culturale e sociale del magistrato per le scelte interpretative compiute versus neutralità irresponsabile dell’interprete.

La riflessione si concentrerà poi sui molti nuclei tuttora problematici dell’etica professionale, tra cui l’imparzialità del giudice civile e penale nonché del pubblico ministero, la parola pubblica e il silenzio del magistrato, il rispetto dell’eguaglianza e della dignità nel processo, la valutazione della laboriosità e della tempestività dell’operato di chi amministra giustizia. E ciò anche attraverso il confronto su casi controversi che hanno richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica o sono stati oggetto di pronunce del giudice disciplinare e della Corte di cassazione a sezioni unite.

In questo contesto verrà sviluppata l’analisi delle diverse “fonti” da cui derivano indicazioni e prescrizioni sulle modalità di condotta dei magistrati nell’esercizio dell’attività professionale e nella vita sociale: la Costituzione, i codici di rito, l’ordinamento giudiziario, il codice disciplinare, il codice etico.

Particolare attenzione verrà dedicata appunto al codice etico della magistratura, frutto di una previsione legislativa del 1993, che aveva investito l’ANM del compito di redigerlo. L’elaborazione e l’approvazione del codice furono inizialmente accompagnate da una certa dose di scetticismo e di sospetto da parte della stessa Associazione, preoccupata che esso divenisse l’improprio surrogato di un codice disciplinare all’epoca ancora inesistente. Tuttavia le preoccupazioni sembrano ormai superate, poiché il codice etico ha assunto definitivamente, anche nella versione aggiornata del 2010, la più appropriata fisionomia di carta dei valori della professione e di potenziale patto morale con i cittadini, nettamente distinto, sul piano della valenza giuridica, dal codice disciplinare del 2006.

Per evitare che il confronto sia limitato all’interno del corpo dei magistrati, e divenga esclusivamente una riflessione dei magistrati su se stessi, il corso sarà caratterizzato da una pluralità di presenze esterne, dagli avvocati ai rappresentanti della società civile, destinate a stimolare una riflessione critica sulla rispondenza tra i precetti etici, le prassi ed i modi comportamento effettivi dei magistrati e le richieste e le attese dei cittadini nei confronti dei loro giudici.

In definitiva il corso si propone di ripercorrere l’itinerario della costruzione, ad opera di più generazioni di magistrati, di una nuova etica professionale, ritenuta più adeguata ai tempi, ma anche di misurare la validità e la modernità degli approdi raggiunti.


 Caratteristiche del corso:

Area: comune
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantotto magistrati ordinari e sei magistrati onorari, con funzioni penali requirenti o giudicanti, oltre a sei avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 8 maggio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 10 maggio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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