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P19033 - Il giudice alla ricerca della norma dal diritto comune al diritto dell’Unione

Il sistema del diritto comune ha marcato di sé (per la gran parte) la dimensione giuridica dell’Europa, dal Medioevo all’età contemporanea.

Si trattò di una risposta complessiva ad una serie di esigenze, culturali e sociali, che si erano fatte d’improvviso pressanti dopo la lunga fase dell’Alto Medioevo, nella quale, per altro, si era consumato uno straordinario amalgama delle genti europee e delle loro tradizioni giuridiche.

“Comune”, appunto, significava terreno di incontro tra tutti gli europei (“universitas christianorum”); in tale epoca spiccava il rapporto dialettico tra la miriade dei diritti particolari, sedimentatisi nei secoli precedenti, ed un diritto scientifico unitario di matrice romanistica, caratterizzato dal ruolo di costante riadattamento operato della giurisprudenza e dalla continua ricerca della norma da inserire in un ordine giuridico complessivo.

La storia non ritorna mai identica a sé, tantomeno quella giuridica; ripensare però questa esperienza, avendo a mente le prospettive attuali del diritto euro unitario, significa utilizzare una peculiare chiave interpretativa, che consente di valutare i problemi giuridici contemporanei, riempiendoli di senso, con l’occhio rivolto alla preziosa matrice storica del diritto comune.

Diversamente, si corre il rischio di non comprendere le radici di temi e di problemi attuali: in particolare, la funzione storica (e, al contempo, moderna) del giudice nella sua opera di “inventio” della norma, che si esplica nel momento e nel rinnovamento creativo (interpretazione) secondo la mirabile espressione del giurista Paolo Grossi.

Il corso partirà dunque da un esame dell’esperienza storica, tra radici romanistiche ed elaborazione scientifico-giurisprudenziale; un viaggio ideale nella fase di passaggio dal Medioevo all’età moderna in una prospettiva – necessariamente – continentale.

Il diritto euro unitario costituirà oggetto di riflessione generale per poi esaminare, nello specifico, il ruolo della giurisprudenza della Corte di Giustizia; allo stesso tempo, si procederà all’esame delle c.d. “norme interposte” di provenienza CEDU ed al loro rilievo giuridico sul sistema delle fonti e, per converso, verrà analizzata la effettiva forza dei contro-limiti e le correlazioni tra interpretazioni costituzionalmente e convenzionalmente conformi.


Caratteristiche del corso:

Area: comune
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura in collaborazione con l’Università degli studi di Firenze; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari, dieci magistrati onorari e cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Firenze, Sede dell’Università degli studi, 2 aprile 2019 (inizio lavori ore 15.00) – 4 aprile 2019 (fine lavori ore 13.00).


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