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P19028 - Giudizi incidentali di legittimità e conflitti tra poteri: il giudice comune e la Corte costituzionale

Il corso prosegue e consolida la tradizione che vede la Scuola inserire, nel proprio programma a carattere interdisciplinare, un corso dedicato alla giurisdizione costituzionale, nei profili che più interessano i magistrati ordinari. Sempre secondo tradizione, il programma di dettaglio sarà articolato in stretta collaborazione con la Presidenza della Corte, che presterà le proprie competenze ed anche la prestigiosa sede per lo svolgimento dei lavori.

Risulterà sicuramente centrale, nell’economia del corso, il tema della “procedura” del giudizio incidentale di costituzionalità, che costituisce di gran lunga l’esperienza più frequente per i giudici comuni. La vasta e complessa giurisprudenza sui presupposti di ammissibilità e rilevanza delle questioni merita – anno dopo anno – un adeguato approfondimento, sia perché risulta ancora molto elevata la percentuale dei giudizi definiti nel senso della inammissibilità per vizi dell’atto propulsivo, sia perché la giurisprudenza in questione presenta tratti evolutivi di particolare importanza, ad esempio in tema di rilevanza, o riguardo ai limiti sostanziali del sindacato di costituzionalità (le “zone franche” sono in progressiva riduzione).

Il corso dunque tratterà in sequenza dell’oggetto del giudizio incidentale, della legittimazione attiva al suo promovimento, dei presupposti di rilevanza e non manifesta infondatezza, dei parametri di misurazione della compatibilità costituzionale delle norme, delle principali cause di inammissibilità “sostanziale” emerse dalla giurisprudenza costituzionale, degli adempimenti successivi alla deliberazione dell’ordinanza di rimessione, degli effetti delle sentenze della Consulta (e dunque, anche in questo senso, della struttura dei quesiti che possono essere rivolti alla Consulta medesima).

Sarà poi ripreso, quest’anno, anche il tema dei conflitti tra poteri dello Stato, che coinvolgono il giudice ordinario con la maggiore frequenza nei casi di dichiarata insindacabilità di comportamenti tenuti da parlamentari, ma certamente possono riguardare, ed hanno storicamente riguardato, altri importanti aspetti del rapporto tra la giurisdizione ed i poteri ulteriori, involgendo temi essenziali come, ad esempio, i confini tracciati dalla Costituzione tra funzione amministrativa ed attività giudiziale. Anche su questo terreno, complessità procedurali e disciplina sostanziale, alla luce del concreto andamento dei conflitti, rendono palese l’opportunità di una riflessione dedicata.


Caratteristiche del corso:

Area: comune


Organizzazione:Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settanta magistrati ordinari e quindici onorari, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P18037.

Sede e data del corso: Roma, Palazzo della Consulta, 27 marzo 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 29 marzo 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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