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P19026 - Ricerca della prova e confini nazionali

A distanza di un anno dall’entrata in vigore delle riforme che hanno radicalmente modificato il quadro normativo in tema di assistenza giudiziaria internazionale, si impone una serie di riflessioni circa l’impatto delle nuove norme e riguardo alle prospettive concretamente percorribili per “cercare” una prova all’estero. Ciò senza dimenticare il ruolo di supporto e collaborazione che organismi internazionali possono svolgere anche dopo la riforma.

Con il d.lgs. 21 giugno 2017, n. 108, il legislatore ha implementato la direttiva 2014/41/UE in tema di ordine di indagine europeo; con il d.lgs. 5 aprile 2017, n. 52, ha introdotto le norme di attuazione della Convenzione relativa all’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell’Unione europea, firmata a Bruxelles il 29 maggio 2000; poco dopo, con il d.lgs. 3 ottobre 2017, n. 149, si è riscritto il libro XI del codice di procedura penale, in materia di rapporti giurisdizionali con le autorità straniere, ponendo al centro dell’attività – per le richieste passive – la Procura Distrettuale, che ha sostituito il binomio Corte di Appello/Procura generale. 

Lo scopo del corso, nondimeno, è quello di fornire ai partecipanti indicazioni su come utilizzare i nuovi strumenti di ricerca della prova in chiave attiva: una possibilità che riguarda non solo le Procure distrettuali, ma tutti gli Uffici del pubblico ministero. In questo senso, la descrizione generale in chiave dinamica dei nuovi istituti e dei nuovi rapporti sarà corredata dall’analisi dei principali “strumenti investigativi”, in particolare riguardo a quanto stabilito in tema di ordine di indagine europeo: dalla prova documentale alle intercettazioni, dai tabulati alla prova informatica, dalla prova testimoniale a quella tecnica. Una particolare attenzione dovrà poi essere attribuita al tema delle videoconferenze, alla possibilità per la difesa di richiedere a sua volta atti di indagine all’estero, alle indagini correlate all’esecuzione di mandati di arresto europei e al regime della utilizzabilità delle prove acquisite con ordine di indagine o a mezzo di rogatoria.

Infine, sarà indispensabile evidenziare la natura e le funzioni di Eurojust e degli altri soggetti che, a vario titolo, possono concretamente rendere più rapide ed efficaci le richieste di assistenza da parte delle autorità nazionali.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione:Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantacinque magistrati ordinari con funzioni penali, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 25 marzo 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 27 marzo 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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