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P19025 - Il dibattito pubblico sui processi e sulle questioni di giustizia

Il controllo sociale sulla giurisdizione, ove la giustizia è amministrata nel nome del popolo ed incide sui diritti fondamentali della persona, è costituzionalmente necessario ed è reso possibile, più efficace, dalle libertà di manifestazione del pensiero e di informazione.

È lecito chiedersi, però, come si discute di giustizia in Italia. Con quale grado di approfondimento, nel vivo di quali tensioni, con quale scrupolo di verità e di onestà intellettuale. Ed ancora, con quale rispetto dei diritti dei cittadini investiti da iniziative giudiziarie o protagonisti di processi, penali o civili, che giungono alla ribalta della scena pubblica. Per altro verso, è doveroso interrogarsi sul rapporto tra i magistrati e la società nel percorso di formazione dell’opinione pubblica.

Sono questi i temi che saranno al centro della riflessione collettiva nell’ambito del corso: da un lato, l’analisi delle modalità con cui vengono date al più vasto pubblico le informazioni essenziali sulle indagini, sui processi, sulle sentenze e più in generale sulle questioni che attengono all’amministrazione della giustizia; dall’altro, la qualità del dibattito pubblico in materia e la sua incidenza sulla percezione sociale della giustizia, sui legislatori e su tutti coloro che con diversi ruoli partecipano all’esercizio della giurisdizione.

In quest’ottica sarà necessaria un’analisi differenziata che passi in rassegna i diversi luoghi nei quali si svolge il dibattito – la carta stampata, la televisione, la rete, i social media – individuando aspetti positivi e punti critici. Un capitolo specifico verrà riservato ai “falsi” sulla giustizia ed alla valenza diffamatoria di alcuni dei messaggi veicolati dai canali di informazione, nel quadro di una riflessione sul difficile equilibrio tra la garanzia della libertà di espressione ed informazione propria di un ordinamento democratico e liberale e la tutela delle persone oggetto di informazioni false, ingannevoli e lesive dell’onore o della reputazione. Analoga attenzione verrà riservata alle norme che attualmente regolano l’informazione sulle indagini e sui processi, alle sanzioni previste ed alla loro effettiva idoneità a garantire i diritti dei cittadini coinvolti.

In ragione dell’impostazione del corso, esso sarà ampiamente aperto all’apporto di operatori dell’informazione, che illustreranno criteri e metodi del loro lavoro, nonché di esponenti del mondo intellettuale e politico e dell’avvocatura, che rappresenteranno il loro punto di vista sulle caratteristiche della discussione pubblica in tema di giustizia.

Al tempo stesso il corso offrirà l’occasione per analizzare il modo in cui i singoli magistrati, le loro associazioni e le istituzioni del governo autonomo della magistratura partecipano al confronto pubblico, ricercando e sperimentando forme di comunicazione che siano al tempo stesso serie ed efficaci.


Caratteristiche del corso:

Area: comune


Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali con dibattito, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari e cinque magistrati onorari, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna

Sede e data del corso:Scandicci, Villa di Castel Pulci, 20 marzo 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 22 marzo 2018 (chiusura lavori ore 13.00).


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