biancaContattiMappa del sitoEntrabianca

P19022 - Diritto penale e multiculturalismo

Il fenomeno dell’immigrazione – a prescindere dalle cause, dagli effetti e dalla stessa sua portata – esercita un forte impatto sul sistema giudiziario, anche nella prospettiva penalistica. Ovviamente, una parte del problema risiede nella disciplina stessa dell’immigrazione, sebbene la sua dimensione penale sia risultata variabile nel tempo. Qualunque poi sia il relativo fondamento storico e criminologico, è stabilita da tempo una relazione tra fenomeni migratori e rischi connessi al terrorismo internazionale, che di fatto produce strumenti sanzionatori particolari, e destinati ad incidere su fasce ristrette della popolazione.

Ma v’è un profilo ulteriore della questione, che sollecita a sua volta la giurisdizione. La nuova e più intensa variabilità delle culture, delle abitudini e delle credenze sollecita il sistema a nuovi bilanciamenti, poiché le libertà fondamentali (di religione, di manifestazione del pensiero, di insegnamento, di associazione) premono per assumere nuovi significati, e per trasformarsi in pretesi diritti o asserite giustificazioni. Nel frattempo – in un contesto sociale non immune da intolleranza verso la diversità – si producono talvolta comportamenti in franca collisione, almeno sul piano soggettivo, coi principi di non discriminazione e di libertà (il cui bisogno di tutela è asseverato dalla disciplina concernente i cosiddetti crimini d’odio e di discriminazione).

La giurisdizione reagisce a questi stimoli in modo complesso ed ancora frammentario, e non è immune dal confronto, culturale e politico, tra tendenze omologanti che negano spazi per la diversità e logiche di maggiore apertura verso la coesistenza tra modelli comportamentali differenti.

Il terreno d’elezione è costituito dai temi della colpevolezza e della rimproverabilità. In un sistema democratico, fondato sull’uguaglianza e nel contempo sull’idea della rieducazione come scopo fondante della pena, esiste l’esigenza di non creare spazi di privilegio (o tolleranza verso comportamenti comunque inaccettabili), ma esiste anche la necessità di misurare sulla colpa dell’individuo la reazione punitiva.

La condizione di estraneità culturale ha trovato talvolta riscontro, in giurisprudenza, sul piano dell’ignoranza scusabile della legge penale. Più frequentemente la conformità dell’agire del reo a moduli comportamentali tipici della propria cultura assume consistenza tecnica attraverso le fattispecie che conferiscono rilievo, appunto, ai motivi ed al movente, sia contrastando (o non) l’applicazione di aggravanti, sia sollecitando (o non) l’applicazione di attenuanti. Ancor più ricorrente, com’è ovvio, risulta la necessità di valutare il contesto personale ed ambientale della condotta a fini di giusta graduazione della pena.

Quanto all’altro versante – ove la condizione di diversità non esprime la posizione del reo ma conduce alla vittimizzazione del soggetto passivo – si tratta di comprendere in che modo il frammentario quadro di repressione dei delitti ispirati da idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, o comunque da motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, stia rispondendo al drammatico aumento delle condotte almeno prima facie maturate dall’impatto con etnie e culture diverse da quella maggioritaria.

I temi appena delineati sono stati in parte trattati in un corso del 2018, per il quale molte richieste di ammissione non hanno potuto essere accolte. L’attualità e l’importanza del tema, oltreché l’interesse palesatosi durante l’esperienza del 2018, inducono dunque la Scuola a proporre nuovamente un approfondimento della materia.


Caratteristiche del corso:

Area: penale


Organizzazione:Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantotto magistrati ordinari e sei magistrati onorari con funzioni penali, oltre a sei avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P18019.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 13 marzo 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 15 marzo 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


Go to top