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P19009 - La psicologia del giudicare

Il corso – riservato ai magistrati che svolgono funzioni civili e penali, inquirenti e requirenti – costituisce un appuntamento tradizionale dell’offerta formativa e vuole approfondire gli aspetti psicologici del lavoro giurisdizionale.

Nel mondo della giustizia, al pari che in qualunque altro ambito della realtà quotidiana, può accadere che i processi di ragionamento siano influenzati dalle diverse modalità di approccio al giudizio. Si spazia tra il magistrato analitico, che mette in evidenza particolari, anche minuti, fino a stupire l’interlocutore più attento, ed il magistrato sintetico che, nella tendenza ad individuare il fatto e le questioni centrali del giudizio, può confondere le analogie con le identità.

Nel giudizio sono presenti più componenti, poiché si giunge al culmine del momento decisorio attraverso due processi principali: l’analisi (con la scomposizione di tutti gli elementi che vengono assunti) e la sintesi (con l’assimilazione di questi elementi). Il giudice arriva quindi alla formulazione del giudizio mediante un ragionamento complesso, caratterizzato dalle percezioni dei fatti, dalla giusta collocazione degli avvenimenti, da una loro analisi coordinata sino al lavoro finale della sintesi. Da qui, la necessità di valutare gli aspetti psicologici del giudizio per offrire ai magistrati le corrette modalità di gestione dei processi cognitivi e per ragionare insieme, con l’aiuto di esperti in psicologia, su come gestire le energie correlate al giudizio, che spesso investe anche i rapporti con le opinioni del pubblico. Non va dimenticato che la reputazione dell’amministrazione della giustizia spesso viene identificata con l’esito dei giudizi. Ancora, le persone sottoposte al giudizio (si pensi ad esempio al processo penale) scontano una sorta di squalifica sociale e questo impone capacità professionale, prudenza e sensibilità nell’assumere decisioni complesse.

S’impone quindi una riflessione approfondita sul giudizio e sui meccanismi mentali che conducono alla decisione.

Gli individui che sono chiamati a giudicare, nessuno escluso, deliberano maturando dapprima la decisione, con il supporto della tecnica normativa, e poi procedono con l’argomentazione logico-giuridica. La “solitudine del giudice” sta nel fatto egli deve valutare il fatto secondo diritto ma anche rapportandosi con la complessa realtà riflessa nel processo. Dunque deve interrogare la sua coscienza, il che chiama in causa la sua morale, la sua percezione della vita, la sua interiorità persino.

Il giudice deve certamente essere “terzo”, e dunque limpidamente neutrale, ma al tempo stesso vivere e “sentire” in una dimensione sociale. Distanziarsi dalla realtà, ma al tempo stesso non separarsene. E la realtà non è mai oggettivamente definita: conoscerla è frutto di un complesso rapporto, nel quale entrano in gioco molti fattori, anche e principalmente soggettivi: in definitiva la soggettività stessa del giudice, la sua personalità, le sue emozioni, la sua psiche.

Di qui lo scopo del corso, che è quello di approfondire, con l’aiuto delle scienze cognitive e delle neuroscienze, se e come le emozioni, i meccanismi mentali di carattere intuitivo o i pregiudizi possano influenzare la percezione stessa della realtà processuale, l’apprezzamento delle prove e la psicologia del giudizio. Si tratta insomma di verificare come la psicologia possa aiutare il giudice ad evitare errori del proprio ragionamento, e se possa costituire un supporto utile anche per gestire le complesse situazioni umane che spesso è necessario affrontare nell’esercizio della giurisdizione.


Area: comune


Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, laboratori e gruppi di lavoro); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci onorari, nonché cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi ai corsi P16023, P17045, P18004 e P18066.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 11 febbraio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 13 febbraio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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