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P19007 - Il giudicato penale: limiti di tenuta ed ipotesi varie di superamento


Si parla da anni, ormai, di una “crisi del giudicato” penale, evocando con l’espressione temi e questioni varie della procedura e del diritto sostanziale, ma sostanzialmente riferendosi ad un fenomeno unitario: si moltiplicano, soprattutto grazie ad una potente spinta della giurisprudenza, i casi nei quali l’esecuzione della sentenza, così come pronunciata, trova ostacolo nella rilevanza assunta da fattori sopravvenuti; in termini generali, un fatto sopravvenuto (che ormai può consistere anche nel mero accertamento di un vizio antecedente) rende o sembra rendere l’esecuzione incoerente con principi fondamentali riconducibili al concetto di legalità penale.

A parte le questioni concernenti la formazione del titolo esecutivo e la procedura tipica dell’incidente di esecuzione, che saranno oggetto di una trattazione iniziale in termini di approfondimento delle sole questioni attuali o controverse, il corso riguarderà tutti i profili ormai centrali nella riflessione sul giudicato. Gli strumenti per la sua rimozione (totale o parziale), anzitutto, nel caso di decisioni della Corte edu che stabiliscono un’intervenuta violazione dei diritti umani, con l’obiettivo essenziale di distinguere tra ipotesi di intervento della “revisione europea” e necessità del ricorso all’incidente di esecuzione, ulteriormente studiando i rapporti delle procedure in questione con il giudizio di costituzionalità. Ancora, le conseguenze di pronunce della Corte di Lussemburgo sulla incompatibilità di norme interne applicate nel giudizio e diritto dell’Unione. Inoltre vi sono, com’è noto, le varie questioni attinenti al tema della c.d. pena incostituzionale, che hanno spinto, con la connessa valorizzazione del principio di legalità penale, verso allargamenti ulteriori dei casi di manipolazione del giudicato, fino al limite della c.d. pena illegale, affrontato dalle Sezioni unite di recente e tuttavia ancora segnato da numerose incertezze e discussioni.

Non mancheranno nel corso neppure riflessioni sullo stato della materia riguardo agli strumenti classici di rimozione del giudicato, come la revisione, o la rescissione (oggi regolata dall’art. 629-bis c.p.p.), o la revoca della sentenza ex art. 673 c.p.p.

Saranno infine oggetto di approfondimento gli effetti che gli interventi operati in executivis riguardo alla rilevanza penale del fatto, ed alla conseguente pena principale, possono produrre sulle disposizioni ulteriori del provvedimento, riferite in qualche caso a sanzioni accessorie, oppure alle misure di sicurezza, od anche agli effetti civili del provvedimento medesimo.


Caratteristiche del corso:

Area: penale
 

 

Organizzazione:Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci magistrati onorari con funzioni penali, nonché cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 30 gennaio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 1 febbraio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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