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P19004 - I problemi attuali della giurisdizione di sorveglianza

In anni recenti si è assistito ad un costante aumento dei compiti e delle responsabilità della magistratura di sorveglianza; ciò anche a seguito della ulteriore giurisdizionalizzazione dei suoi interventi a tutela dei diritti dei soggetti ristretti, con riguardo alle condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari. L’intervento delle sentenze della Corte di Strasburgo ha infatti imposto all’Italia l’adozione di rimedi “strutturali” funzionali all’eliminazione delle conseguenze delle accertate violazioni dei suddetti diritti.

In tale quadro, i recentissimi sviluppi del processo di riforma dell’Ordinamento penitenziario (elaborato in attuazione della delega conferita al Governo dall’art.1 della legge n. 103 del 2017, commi 81 e segg.) impongono, ancora una volta, una riflessione a tutto campo sulle attuali problematiche in tema di esecuzione, rese ancora più cogenti dalla nuova formulazione dell’art. 238 bis T.U. Spese di giustizia, in materia di conversione delle pene pecuniarie.

Saranno dunque oggetto di esame e discussione, tra l’altro, le nuove disposizioni introdotte con riguardo all'esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni (d.lgs. 2 ottobre 2018, n. 121), alla semplificazione dei procedimenti e delle competenze degli uffici locali di esecuzione esterna e della polizia penitenziaria (d.lgs. 2 ottobre 2018, n. 123), alla vita detentiva ed al lavoro penitenziario (d.lgs. 2 ottobre 2018, n. 124).

Non mancheranno, d’altra parte, contributi di aggiornamento e riflessione in tema di alternative all’esecuzione intramuraria, avuto riguardo sia alla giurisprudenza sovranazionale che ai recenti sviluppi della giurisprudenza costituzionale (si pensi alla sentenza della Consulta n. 149 del 2018, dichiarativa della illegittimità parziale dell’art. 58-quater, comma 4, ord. pen., ma pertinente in generale, con toni anche innovativi, alle funzioni della pena nel quadro costituzionale).

Sarà infine fatto il punto sull’attuale situazione delle misure di sicurezza personali, a partire da quelle indotte da patologie psichiatriche, la cui gestione risulta problematica al punto che, su iniziativa del Consiglio superiore della magistratura, sono stati recentemente promossi protocolli per la diffusione delle pratiche ritenute migliori (delibera del 24 settembre 2018).


Caratteristiche del corso:

Area: penale

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali con dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantacinque magistrati ordinari con funzioni penali (sarà data precedenza, fermi gli ulteriori criteri di selezione ordinari, a sessanta magistrati di sorveglianza ed a quindici pubblici ministeri, con riserva di dieci posti complessivi a magistrati minorili), nonché cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 23 gennaio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 25 gennaio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


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