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P19002 - Stare decisis? Libertà di interpretazione e uniforme applicazione del diritto

Il dibattito attuale sulla funzione nomofilattica, e sul ruolo che la Cassazione italiana riveste nel contesto dell’intero sistema europeo delle Corti e del loro “dialogo”, risente fortemente delle recenti evoluzioni della cultura giuridica, anche a seguito di una progressiva messa in discussione dei tradizionali equilibri tra istituzioni.
In particolare, se fino a non molto tempo addietro il principio dello stare decisis appariva confinato nei sistemi giuridici di common law, una progressiva convergenza generata dalla “globalizzazione del diritto” ha condotto ad un ripensamento complessivo del sistema delle fonti e dei modi in cui si generano norme giuridiche. Ed in questo complessivo contesto, una Corte suprema è corte di ultima istanza o corte del precedente? Un quesito del genere, riferito alla Cassazione italiana (che pure deriva da un preciso modello originario d’oltralpe, in una fase storica di piena centralità della legge), è considerato oggi – diversamente che nel passato – assolutamente legittimo. Vi sono risposte, espresse anche in termini molto autorevoli, che prediligono la seconda ipotesi, e secondo alcuni sarebbero ormai prevalenti. Certo, la recente modifica dell’art. 618 c.p.p., ex lege n. 103 del 2017, ed in particolare la doppia valorizzazione del principio di diritto enunciato dalle Sezioni unite (che va espresso anche nel caso di ricorso inammissibile, e che vincola parzialmente le Sezioni semplici), rappresentano l’espressione – non la prima, dati i precedenti nel settore civile – di un orientamento analogo finanche da parte del legislatore.
Il corso intende analizzare il problema del ruolo del precedente nella sua dimensione dinamica (e dunque storica), in quella teorico-costituzionale e infine in quella più operativa col sussidio fondamentale della giurisprudenza in materia, a partire da quella costituzionale per comprendere anche quella sovranazionale e quella di legittimità.


 

Caratteristiche del corso:

Area: comune
 

 

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazione frontali con dibattito, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci onorari, oltre a cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castel Pulci, 16 gennaio 2019 (apertura lavori ore 15.00) – 18 gennaio 2019 (chiusura lavori ore 13.00).


 


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