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T18025 La lotta al terrorismo nella prospettiva europea: tra prevenzione e repressione (Corso intitolato a Vittorio Occorsio)

Nell’ultimo anno il sistema normativo sul terrorismo si è arricchito di una importante innovazione, destinata a chiamare in causa la funzione di raccordo tra giurisdizione nazionale e giustizia europea. Si tratta, precisamente, della Direttiva (UE) 2017/541 del 15 marzo 2017 sulla lotta contro il terrorismo, che introduce un quadro organico – accompagnato da una serie di disposizioni generali – di obblighi di incriminazione dei fatti di terrorismo, dei fatti riconducibili a un gruppo terroristico e dei fatti connessi ad attività terroristiche. La Direttiva programma una specifica disciplina a favore delle vittime e pone un obbligo, per gli Stati europei, di estendere al terrorismo gli strumenti di indagine previsti per la criminalità organizzata, comprese le tecniche investigative ad alto contenuto tecnologico e le indagini finanziarie.

Il provvedimento muove anche dalla consapevolezza della rilevanza fondamentale del momento della prevenzione, verso cui si sono indirizzate le proposte di riforma del Codice antimafia, recentemente portate a compimento in sede parlamentare, che mirano a ridisegnare la portata applicativa delle fattispecie di pericolosità in modo da implementare, anche nel campo del terrorismo, un controllo preventivo parallelo all’intervento penale, con un duplice ruolo giurisdizionale, focalizzato rispettivamente sulla responsabilità personale e sugli aspetti economico-patrimoniali, nonché sugli ulteriori fattori di pericolosità sociale, connessi ad una realtà criminale complessa, in cui alla dimensione transnazionale e “fluida” si accompagna il radicamento in precisi contesti di appartenenza, con una intensa combinazione di attività legali ed illegali.

L’attuazione della Direttiva, finalizzata a rendere più efficace l’azione di contrasto al terrorismo, richiede quindi una approfondita precomprensione del fenomeno da parte della magistratura e delle altre autorità, seguendo un metodo già sperimentato, negli anni ’70, da Vittorio Occorsio, cui l’iniziativa viene, anche per questo, dedicata. A ciò si aggiunge l'esigenza di elaborare una interpretazione uniforme, e coerente con gli standard internazionali di tutela  dei  diritti  fondamentali,  delle  norme  sostanziali  e dei  principali istituti processuali  coinvolti  dalle indagini e dai giudizi in materia di terrorismo,  che costituiscono  un banco di prova  della  capacità  di tutte le istituzioni  di combattere  efficacemente  alcuni  dei più pericolosi fenomeni criminali con le armi dello Stato di diritto, senza alcun cedimento alla logica del "diritto penale del nemico".

Il programma muoverà dal confronto tra rappresentanti delle Istituzioni nazionali e sovranazionali coinvolte sui contenuti della Direttiva n. 541 e sulle prospettive della sua applicazione e dell’interpretazione conforme. Seguirà l’analisi di dettaglio degli istituti di diritto sostanziale e processuale più interessati dall’evoluzione in atto, analisi che proseguirà, ma con diretta declinazione sul piano pratico, nell’ambito di gruppi di lavoro, composti da magistrati con funzioni varie ed esperti, al fine di trattare i temi dell’investigazione tecnica, dell’analisi finanziaria, del trattamento in ambito carcerario. Non mancherà infine un’analisi a più voci per una complessiva comprensione del fenomeno (anche a livello storico, sociologico, politico) e degli strumenti sovranazionali per il relativo contrasto.

L’intenso coinvolgimento degli uffici centrali di legittimità, compresa la Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, cui la recente legislazione ha attribuito importanti compiti, varrà a favorire la maturazione di comuni punti di vista nell’approccio tecnico ed operativo ai nuovi strumenti.

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura – Struttura decentrata della Corte di Cassazione; durata: quattro  sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro, tavola rotonda); numero dei partecipanti e composizione della platea: sessanta magistrati ordinari con funzioni penali, provenienti da distretti diversi da quello di Roma, oltre a magistrati ordinari che operino nel distretto romano o presso la Corte di Cassazione, entro il numero e secondo i criteri stabiliti  con la Struttura organizzatrice.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P17034 ed al corso T17005.

Sede e data del corso: Roma, Sede della Corte suprema di cassazione, 24 ottobre 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 26 ottobre 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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