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T18013 Le invalidità negoziali e le relative impugnazioni

Il nostro sistema codicistico non prevede la categoria generale ed unitaria della invalidità negoziali, distinguendo esclusivamente tra ipotesi di nullità ed annullabilità del contratto. In passato, infatti, la categoria della nullità contrattuale appariva stretta tra il concetto di inesistenza (non previsto nel codice e ricorrente in caso di difetto di almeno uno degli elementi indispensabili per la produzione degli effetti giuridici tipici dell'atto) ed i vizi compatibili con un'efficacia almeno provvisoria o condizionata, o relativa, dell'atto (annullabilità, inopponibilità, etc.).

La recente legislazione ha introdotto nuove forme di invalidità negoziale, che si discostano sia dalla generale figura dell’art. 1418 c.c., sia da quella della annullabilità del contratto. 

Le nuove ipotesi di nullità con funzione di protezione di uno dei contraenti si presentano sempre più diffuse, sono dotate del carattere della specialità e presentano tratti propri quanto alla legittimazione, alla rilevabilità d'ufficio, alla necessaria parzialità, ai destinatari della tutela apprestata. Si assiste, quindi, ad un progressivo fenomeno di "frantumazione" della categoria unitaria della nullità in un'ampia gamma di modelli, cui corrispondono discipline normative eterogenee. Si registra anche un rinnovato interesse verso istituti un tempo di rara applicazione, come la nullità c.d. parziale, al fine di valorizzare la funzione dell’operazione contrattuale, dell’autonomia privata e della ricostruzione della effettiva e concreta volontà delle parti contraenti.

Il corso, organizzato in collaborazione con la Fondazione del Notariato, propone una riflessione sull’interrogativo se sia ancora possibile intendere la nullità come rimedio unitario ed estremo, implicante la necessaria caducazione del negozio, ovvero se sia possibile configurare l’istituto come "rimedio duttile", che deve essere valutato in una concezione dinamica dell'operazione negoziale posta in essere dalle parti, in aderenza al principio di buona fede.

Il punto di partenza, dunque, sarà quello della disciplina codicistica della nullità e della annullabilità, per passare all’esame delle diverse figure riconducibili alla nozione di invalidità negoziale, con particolare riferimento alle differenze tra nullità testuale e virtuale, tra nullità totale e parziale, tra nullità assoluta e relativa, tra nullità originaria e sopravvenuta.  Sarà oggetto di approfondimento, inoltre, la problematica relativa all’uso selettivo delle nullità ed alle sue conseguenze.

Caratteristiche del corso:

Area: civile l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura - Struttura decentrata della Corte d’appello di Roma, in collaborazione con la Fondazione Nazionale del Notariato; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali e dibattito); numero dei partecipanti e composizione della platea: cinquanta magistrati ordinari in servizio presso distretti diversi da quello di Roma, addetti al settore civile, oltre a magistrati ed avvocati del distretto romano, entro il numero e secondo i criteri di ammissione stabiliti con la Struttura organizzatrice.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Roma, Sala Europa della Corte d’appello, 7 maggio 2018 (apertura lavori ore 15) – 9 maggio 2018 (chiusura lavori ore 13).

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