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P18093- Tecniche di redazione dei provvedimenti penali

Gli obiettivi da realizzare nella redazione di atti e provvedimenti penali sono noti e costantemente ricordati: sinteticità, chiarezza e comprensibilità della esposizione; snellezza ed essenzialità dell’argomentazione; adeguatezza e proporzionalità dell’atto al fine cui è preordinato. Assai più complesso è individuare in concreto le modalità ed i percorsi attraverso cui raggiungere questi ambiziosi obiettivi nella elaborazione di atti che sappiano parlare a destinatari diversi: le parti, innanzitutto, il giudice della eventuale impugnazione, gli studiosi di diritto, la più ampia platea dei cittadini, potenziali lettori del provvedimento. Di qui il grande interesse dei contributi forniti su questo specifico versante da autorevoli protagonisti della giurisdizione come i Presidenti della Corte di cassazione (in particolare, Ernesto Lupo e Giovanni Canzio), autori di provvedimenti dedicati alla motivazione delle sentenze, e dal Consiglio superiore della Magistratura nella recente delibera del 5 luglio 2017, che ha dettato linee guida in materia di esame preliminare delle impugnazioni e modalità stilistiche di redazione dei provvedimenti. Nel corso ci si propone di approfondire, in termini analitici, i molteplici aspetti della redazione di provvedimenti penali chiari e sintetici. Dalla formulazione dei capi di imputazione alla trasposizione, nel testo dei provvedimenti, del contenuto degli atti di prova, dall’ordine nella esposizione dei fatti e delle argomentazioni sino alla individuazione delle modalità grafiche di impostazione del testo della motivazione ed alle fondamentali scelte di stile e di linguaggio. Sarà ovviamente dato ampio spazio anche alle recenti modifiche normative, ed in particolare alla nuova articolazione dell’art. 546 c.p.p., come modificato dall'art. 1, comma 52, della legge 23 giugno 2017, n. 103. Un siffatto approfondimento richiederà un dialogo serrato tra relatori e partecipanti al corso, impegnati insieme nella individuazione di percorsi espositivi ed argomentativi e di modelli di redazione dei provvedimenti penali non calati dall’alto e tanto meno imposti, ma individuati, sulla base della comune esperienza, come i migliori strumenti a disposizione dei magistrati per rendere un servizio alla collettività grazie ad atti sintetici e di agevole lettura, sia per i partecipi della singola vicenda giudiziaria sia per l’opinione pubblica. In questo quadro sarà naturalmente necessaria anche un’analisi, all’occorrenza severa, dei principali e più ricorrenti “difetti” e manchevolezze in cui incorrono gli autori di provvedimenti penali nonché delle rare, ma non inesistenti, torsioni delle motivazioni a fini impropri. In altri termini andranno messi a confronto buone prassi e vizi antichi per verificare quale sia la risposta migliore e più efficace da dare alle esigenze della comunità di popolo nel cui nome i magistrati esercitano la giurisdizione, che attende dalla magistratura penale risposte ragionevolmente rapide e comprensibili sulle vicende oggetto del processo. Caratteristiche del corso: Area: penale  Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari e cinque onorari con funzioni penali, nonché cinque avvocati. Eventuali incompatibilità: nessuna. Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 28 novembre 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 30 novembre 2018 (chiusura lavori ore 13.00).
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