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P18077 - Il punto sulla disciplina sovranazionale e nazionale per la cooperazione in materia penale

Il diritto della cooperazione giudiziaria penale sta vivendo un momento di complessa transizione, legata alla recente entrata in vigore di numerose modifiche normative che ne hanno definitivamente mutato il volto. 

Con la legge 21 luglio 2016, n. 149, il legislatore italiano ha ratificato la Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000, conferendo delega al Governo per la relativa attuazione, delega che è stata esercitata con il decreto legislativo 5 aprile 2017, n. 52.

Analoga delega è stata successivamente attuata con il decreto legislativo 3 ottobre 2017, n. 149, per la complessiva riforma delle disposizioni del libro XI del codice di procedura penale in materia di rapporti giurisdizionali con autorità straniere.

Non sono mancate, nel frattempo, immediate modifiche in relazione al procedimento estradizionale (a proposito, tra l’altro, della durata massima della custodia, dei termini per la consegna e del rapporto tra procedura di estradizione e giudizio amministrativo sul relativo provvedimento ministeriale) ed alla fondamentale problematica della ricerca ed assunzione all’estero delle fonti di prova, che ha ricevuto una disciplina fortemente innovativa a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 21 giugno 2017, n. 108, recante norme di attuazione nel nostro ordinamento della Direttiva 2014/41/UE relativa all’ordine europeo di indagine penale, già entrata in vigore fra gli Stati membri dell’Unione europea il 22 maggio 2017.

Il panorama delle modifiche normative, davvero imponente se vi si ricomprendono anche quelle già realizzate nel 2016 (con il recepimento delle principali decisioni quadro dell’Unione europea in tema di cooperazione giudiziaria e l’introduzione di nuove forme di collaborazione come quella basata sulla istituzione delle squadre investigative comuni), appare di particolare rilevanza, poiché modifica in profondità i principali istituti e i tradizionali meccanismi di funzionamento della cooperazione giudiziaria penale, incidendo sulle regole di utilizzabilità degli atti nelle relative procedure, sulla individuazione della competenza nella esecuzione delle richieste di cooperazione e sulla disciplina di materie fondamentali del diritto processuale, come quelle delle intercettazioni e videoconferenze, delle consegne controllate in dimensione transnazionale, dei provvedimenti cautelari reali e dell’acquisizione di dati e informazioni bancarie.

Quanto alla riforma della complessiva disciplina dei rapporti con le autorità straniere, è stata per la prima volta introdotta nel nostro ordinamento processuale una compiuta disciplina di un tradizionale istituto della cooperazione, quello del trasferimento dei procedimenti penali, mentre specifiche direttive sono state accolte dal legislatore delegato in tema di reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie, distinguendo a seconda che si tratti o meno di Paesi dell’Unione, e poi con riguardo, tra l’altro, al trasferimento temporaneo di persone detenute, all’estradizione attiva e passiva, al riconoscimento di sentenze straniere in Italia e di sentenze italiane all’estero.

Il corso, nel cui ambito non sarà trascurato il punto sugli istituti fondamentali della materia (a partire da questioni attuali o controverse in tema di mandato d’arresto europeo), costituisce l’occasione per una prima riflessione sull’impatto delle novelle e sulle principali questioni problematiche emerse in sede di prima applicazione, a seguito dell’esercizio delle relative deleghe.

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: sei sessioni (tre giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantacinque magistrati ordinari con funzioni penali (con preferenza per trenta pubblici ministeri e trenta giudici per le indagini preliminari), nonché cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P17068.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci 22 ottobre 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 24 ottobre 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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