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P18075 - La ricchezza di fonte illecita e le indagini finanziarie di nuova generazione

L’esigenza di contrastare efficacemente i reati economico-finanziari ed amministrativi e tutte le diverse forme di produzione di ricchezza illecita ha determinato sia l’introduzione di nuove figure di reato, come il delitto di autoriciclaggio, sia l’affinamento delle tecniche dirette a garantire la visibilità e la tracciabilità delle transazioni economiche e finanziarie.

In questo contesto l’analisi delle concrete modalità di applicazione della normativa antiriciclaggio – presidiata da sanzioni penali ed amministrative – e lo studio delle indagini e dei processi sui “casi” più significativi di riciclaggio e di autoriciclaggio rivestono una duplice utilità.

Per un verso mostrano come sia possibile tutelare incisivamente l’area della economia legale dall’inquinamento, dall’alterazione delle regole della concorrenza e dalle molteplici distorsioni provocate dalla immissione nel mercato di capitali di provenienza illecita.

Per altro verso l’impiego degli strumenti di prevenzione e di contrasto delle operazioni di riciclaggio può costituire il punto di partenza di indagini che, muovendo dalla “traccia” rappresentata dalla ricchezza ingiustificata ed illecita, conducono a ritroso verso la scoperta dei reati che ne hanno costituito la provvista: di volta in volta fatti di corruzione, violazioni della normativa tributaria penalmente rilevanti, reati economici.           

In quest’ottica il corso si propone innanzitutto di analizzare, con l’ausilio dei più qualificati operatori dell’antiriciclaggio – l’Unità di informazione finanziaria ed il Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza – il funzionamento del sistema di monitoraggio e di segnalazione delle operazioni sospette.

Inoltre verrà scandagliata la “circolarità” dei reati economici ed amministrativi che, nella realtà effettuale, non si presentano quasi mai “da soli” ma si inseriscono in sequenze criminali pressoché obbligate (fatti di corruzione e susseguente riciclaggio; reati tributari, falsità nel bilancio e disponibilità di fondi per operazioni corruttive e così via). Così che le relative indagini reclamano tanto un respiro adeguato all’ampiezza delle fattispecie concrete tanto l’impiego di tecniche investigative sofisticate per la verifica delle situazioni patrimoniali e finanziarie dei soggetti indagati, la ricostruzione delle loro attività, il ricorso agli strumenti o “schermi” societari, l’analisi della documentazione contabile e finanziaria.   

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari con funzioni penali, nonché quattro dirigenti di Forze di polizia appartenenti ai nuclei specializzati di contrasto alla criminalità economico finanziaria, due dirigenti dell’UIF (Banca d’Italia) e quattro avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 17 ottobre 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 19 ottobre 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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