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P18071 - Il diritto di asilo ed alla protezione internazionale (Livello avanzato)

I flussi migratori che attraversano il mare Mediterraneo hanno raggiunto il picco nel 2016, con oltre centottantamila “sbarchi” sulle coste italiane e la presenza, tra i migranti, di oltre venticinquemila “minori non accompagnati”. Oltre due terzi dei migranti hanno proposto domanda di protezione internazionale. I conseguenti straordinari flussi di ricorsi giurisdizionali sono stati fronteggiati da interventi legislativi d’emergenza e da provvedimenti organizzativi del Consiglio Superiore della Magistratura.

Già con la legge 6 agosto 2015, n. 132, all’art. 18 ter, fu previsto un piano straordinario di applicazione di giudici dell’asilo a tribunali in sofferenza, cui il Consiglio Superiore ha dato esecuzione a partire dal gennaio 2016.   Il decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, poi convertito con modifiche dalla legge 13 aprile 2017, n. 46, è quindi intervenuto sul processo, limitando il diritto di difesa dei richiedenti protezione internazionale ed eliminando il grado di appello, per promuovere una maggiore celerità dei procedimenti; ha inoltre previsto l’istituzione presso i tribunali distrettuali di una sezione specializzata dell’immigrazione. Il Consiglio Superiore è intervenuto prima con la risoluzione del 15 marzo 2017 e poi, dopo la conversione del decreto-legge n. 132, con la circolare del 1° giugno 2017, contenente le linee guida in tema di organizzazione e buone prassi per la trattazione dei procedimenti relativi alla protezione internazionale.

Il corso sull’asilo di livello avanzato, organizzato per il terzo anno consecutivo in collaborazione con il Ministero dell’Interno, è riservato ai giudici delle sezioni specializzate dell’immigrazione che si occupano di protezione internazionale da oltre sei mesi ed ai viceprefetti che presiedono le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale.

Saranno affrontati temi controversi della protezione internazionale, quali, ad esempio, il cosiddetto “approccio hotspot” e la tutela della libertà personale, il concetto di Paese terzo sicuro, la protezione umanitaria con riguardo alle cause di esclusione ed il principio di non refoulement; le ricadute pratiche del diritto, sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, ad una tutela giudiziaria effettiva. Anche quest’anno si svolgeranno esercitazioni pratiche sulla ricerca delle informazioni del Paese di origine. Saranno infine oggetto di considerazione le buone pratiche organizzative dell’ufficio del processo per l’immigrazione.

Caratteristiche del corso:

Area: civile l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura in collaborazione con il Ministero dell’Interno; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro e eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: ottanta; composizione della platea: quaranta giudici civili delle sezioni specializzate per l’immigrazione e quaranta viceprefetti, presidenti delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Roma, Scuola Superiore dell’amministrazione dell’Interno (SSAI), via Veientana 386, 10 ottobre 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 12 ottobre 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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