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P18063 - La riforma del sistema penale ad un anno dalla sua attuazione

La legge 4 luglio 2017, n. 103, ha innovato profondamente il sistema penale, intervenendo direttamente, o mediante delega al Governo per la disciplina di dettaglio, su numerosi ed importanti istituti del diritto sostanziale e di quello processuale.

Tra le principali disposizioni entrate in vigore nell’agosto del 2017 si annoverano, com’è noto, quelle di modifica delle regole pertinenti alla prescrizione del reato, sia riguardo alla decorrenza che alla sospensione ed alla interruzione dei relativi termini. È noto poi come sia stata estesa al di fuori della giurisdizione penale onoraria un’altra ipotesi di estinzione del reato, e cioè quella che consegue, a determinate condizioni, al perfezionamento di condotte riparatorie (nuovo art. 162-ter c.p.).

Quanto al processo penale, nuove norme sono state introdotte con il denominatore comune di una migliore garanzia del diritto di difesa (disciplina del caso di perpetua incapacità processuale, elezione di domicilio dell’accusato presso il difensore di ufficio, ecc.), oppure per regolare i tempi dell’indagine preliminare (con l’intervento in avocazione del procuratore generale).

Incisivi poi gli interventi sul sistema delle impugnazioni, con innovazioni sostanziali (ad esempio il reclamo della persona offesa contro la dichiarazione di inammissibilità della sua opposizione all’archiviazione) o con il ripristino, più o meno integrale, di istituti già noti, come l’appello contro la sentenza di non luogo a procedere od il concordato sui motivi dell’impugnazione. Novità anche sul fronte della legittimazione ad impugnare, la principale delle quali consiste nell’esclusione del ricorso per cassazione ad iniziativa personale dell’imputato.

L’ambizione innovativa della legge 103 si è espressa, come accennato, anche attraverso il conferimento di numerose deleghe al Governo, parte delle quali già esercitate entro il 2017, con riguardo, in particolare, alla materia delle impugnazioni, al regime della procedibilità a querela, alla disciplina delle intercettazioni e dei controlli a distanza.

Una mole siffatta di interventi sta provocando e provoca per un verso la necessità di riorganizzare gli Uffici giudiziari, al fine di applicare le nuove norme o di razionalizzarne l’applicazione, e per altro verso introduce questioni interpretative di grande momento, che dovranno trovare soluzione attraverso la pratica giudiziaria ed il ragionamento collettivo degli operatori della giurisdizione.

Proprio a questo scopo, e programmando l’iniziativa in modo che sia attuata ad un anno circa dall’entrata in vigore della legge, la Scuola propone un incontro di studi multidisciplinare, che, pur trattando di argomenti per molti versi differenti ed autonomi, costituisca anche l’occasione per una verifica di complessiva funzionalità del sistema dopo la riforma.

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro, eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settanta magistrati ordinari e quindici magistrati onorari con funzioni penali, nonché cinque avvocati

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 24 settembre 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 26 settembre 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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