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P18040- La riforma dei reati tributari tra giurisprudenza interna e sovranazionale

A distanza di circa due anni dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 158 del 2015, mirante da un lato a contrarre il rilievo penale di illeciti tributari privi di fraudolenza e dall’altro ad inspessire la risposta sanzionatoria penale per fatti dalla più intensa decettività, appare utile una ricognizione degli effetti in bonam e malam partem della novella che si sono realizzati nel vissuto giurisprudenziale. Un vissuto denso di analisi sulle novità apportate in particolare: al lessico definitorio; alla fattispecie di infedele dichiarazione; alla scissione della fattispecie di indebita compensazione a seconda del riferimento a crediti non spettanti o inesistenti, con specifico riferimento alla ragionevolezza sanzionatoria in esito all’ordinanza n. 116 del 2016 della Corte Costituzionale; agli effetti dell’integrale pagamento dei debiti tributari ex artt.13 e 13 bis del citato d.lgs. n. 158 del 2015.

Di grande impatto sulla materia in esame, quando oggetto di evasione sia un tributo armonizzato, è la sentenza 89/15 C-105/14 della Corte di Giustizia UE sul caso Taricco.

Sul punto l’ordinanza n. 24 del 2017 della Corte Costituzionale ha operato un rinvio pregiudiziale alla stessa Corte UE, della cui portata dialogante gran parte della dottrina dubita, ravvisandovi, al contrario, una sorta di ultimatum funzionale al rispetto dei cd. contro limiti. Dal canto proprio, la Cassazione si è orientata ad una contrazione netta dell’area di operatività della sentenza Taricco, vuoi sostenendo che l’indice quantitativo di gravità della frode deve essere depurato dell’importo della soglia di punibilità (Sez. III sent. n. 12160 del 2017), vuoi affermando che l’omesso versamento dell’IVA ex art.10 ter del d.lgs. n. 74 del 2000 è fuori dall’ambito di influenza della sentenza Taricco (Sez. III, sent. n.  16458 del 2017). Decisione quest’ultima che ha attivato un contrasto interno alla Terza Sezione Penale, in precedenza orientatasi in senso opposto con le sentenze n. 44584 del 16 e n. 12160 del 2017.

Meritevoli di esame sono le ricadute sul versante della compatibilità con il ne bis in idem convenzionale ed euro unitario del regime di doppio binario sanzionatorio tributario: a) della sentenza della Grande Camera della Corte EDU 15 novembre 2016 (A. e B. v.  Norvegia) con la quale, innovando rispetto al dictum di Grande Steven v. Italia (7 luglio 2014), si è ritenuto che il ne bis in idem convenzionale è rispettato quando tra i procedimenti avviati davanti a diverse Autorità per il medesimo fatto sussista una  “sufficiently close connection in substance and in time”; b) della sentenza della Corte di Giustizia UE 5 aprile 17 (Orsi e Baldetti C-217/15),  nella quale si afferma che è legittimo sanzionare amministrativamente la società per l’illecito tributario e penalmente il suo rappresentante legale per il medesimo fatto, esigendo dunque per la sussistenza dell’idem factum l’identità del soggetto onerato.

Naturalmente, l’intera materia andrà trattata e “sistemata” anche alla luce della recentissima Direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale.

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura - Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e gruppi di lavoro); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantadue magistrati ordinari con funzioni penali e otto Ufficiali della Guardia di Finanza.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Lido di Ostia (Roma), Sede della Scuola di PT della GDF (Via delle Fiamme Gialle 23), 23 maggio 2018 (inizio lavori ore 15.00) – 25 maggio 2018 (fine lavori ore 13.00).

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