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P18032- L’organizzazione delle indagini: competenza, durata, definizione

La discussione sul tema delle indagini preliminari, che accompagna il nostro processo penale sin dal suo esordio, continua a generare contrastanti prese di posizione.

Da un lato vi è chi lamenta che le indagini preliminari costituiscano, ancor oggi, l’improprio baricentro del processo e la fonte di squilibri tra le parti e, dall’altro, chi ritiene che solo l’accuratezza e completezza delle investigazioni possano rappresentare la base adeguata per un armonico ed ordinato sviluppo della vicenda processuale nelle forme dei procedimenti speciali o del dibattimento.    

Accanto ad una sintetica ricostruzione, condotta sul filo della rievocazione storica, dell’aspro confronto sviluppatosi sui luoghi e sulle forme di produzione del “sapere” processuale, e culminato con la riscrittura dell’art. 111 della Costituzione, appare necessario sottoporre ad esame, al di fuori di ogni posizione pregiudiziale, i principali snodi e punti critici della disciplina delle indagini preliminari.

In primo luogo la questione del rigoroso rispetto, da parte del pubblico ministero, dei criteri della competenza territoriale, che rappresenta al tempo stesso un essenziale limite del potere dell’ufficio inquirente e la garanzia che il processo, una volta correttamente incardinato, non abbia a subire smembramenti ed irragionevoli ritardi. In questo quadro si dedicherà specifica attenzione ai subprocedimenti per la risoluzione dei contrasti positivi e negativi tra uffici del pubblico ministero e per l’adozione delle decisioni sulle richieste di trasmissione degli atti ad un diverso ufficio inquirente, regolati dagli artt. 54, 54 bis, 54 ter e 54 quater del codice di rito.

Verranno poi analizzati gli orientamenti giurisprudenziali e le prassi in tema di ricezione, qualificazione e trattazione dei diversi esposti che quotidianamente pervengono agli Uffici di Procura, nonché le determinazioni sulle modalità di iscrizione delle notizie di reato nel registro generale delle notizie di reato e sul “momento” di iscrizione dei nominativi degli indagati.

Infine l’approfondimento verterà sul nodo cruciale dei tempi delle diverse indagini, sull’organizzazione del lavoro adottata per garantire il rispetto dei termini e sugli eventuali criteri di priorità stabiliti nell’Ufficio, e si concluderà con una attenta ricognizione delle numerose innovazioni introdotte, nel regime delle indagini preliminari, dalla legge 26 marzo 2017 n. 103, tra cui spicca la riformulazione della disciplina dell’avocazione delle indagini preliminari da parte del Procuratore generale in caso di mancato tempestivo esercizio dell’azione penale.  

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari con funzioni penali (sessanta dei quali almeno con funzioni requirenti), nonché cinque magistrati onorari con funzioni requirenti e cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P17061.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 7 maggio 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 9 maggio 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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