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P18030 - La corruzione nella pubblica amministrazione: prevenire, scoprire, reprimere

Risposte effettive alle comprensibili inquietudini dell’opinione pubblica ed al vivo allarme sociale suscitato dai fenomeni di corruzione nella pubblica amministrazione potranno venire solo da un’azione coordinata dei pubblici poteri, diretta a garantire la trasparenza delle amministrazioni ed a contrastare le omertà al loro interno, potenziando gli strumenti di prevenzione e garantendo una ragionevole rapidità della repressione penale.

In quest’ottica sarà innanzitutto utile un’attenta valutazione sulla concreta esperienza dei meccanismi di prevenzione della illegalità nella pubblica amministrazione introdotti dalla legge n. 190 del 2012 e sul ruolo svolto dalla nuova Autorità nazionale anticorruzione.

Al necessario bilancio sull’esistente verrà poi affiancata la riflessione sugli sviluppi possibili dell’opera di prevenzione, dalla regolamentazione legislativa delle attività di lobbying all’ampliamento ed al rafforzamento dell’istituto del whistleblowing.  

Anche sul versante della repressione penale è tempo di bilanci: sull’applicazione delle nuove fattispecie incriminatrici previste dalla legge anticorruzione del 2012; sulla linea di demarcazione tracciata tra concussione e corruzione; sulle risposte date dai giudici di merito e di legittimità ai complessi problemi interpretativi ed applicativi delle norme incriminatrici dei fatti di corruzione. 

Parallelamente andranno analizzate le innovazioni contenute nella legge n. 103 del 2017, che ha aumentato della metà i termini prescrizionali estintivi per una serie di fatti di corruzione, e nel nuovo Codice antimafia, che ha esteso la sfera di applicazione delle misure di prevenzione agli indiziati di appartenere ad associazioni per delinquere finalizzate al compimento di reati contro la pubblica amministrazione.

Non meno importante sarà la verifica delle nuove possibilità di “scoperta” dei fatti di corruzione che derivano da un lato dall’affinamento delle tecniche di individuazione delle operazioni sospette e dalle relative segnalazioni e, dall’altro, dalla introduzione del reato di autoriciclaggio, che potrà costituire il “reato traccia” per eccellenza, punto di partenza per una indagine a ritroso verso il reato contro la pubblica amministrazione che ha fornito la provvista per le operazioni di autoriciclaggio.   

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura – Autorità Nazionale Anticorruzione durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati selezionati dalla Scuola, di cui settanta magistrati ordinari e dieci magistrati onorari con funzioni penali (sessanta dei quali almeno con funzioni requirenti), cinque avvocati,  e Funzionari ANAC selezionati nel numero e secondo i criteri stabiliti d’intesa con l’Autorità.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P17029.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 18 aprile 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 20 aprile 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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