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P18026 - Le impugnazioni cautelari: funzioni e procedura

I tempi lunghi del processo penale e le persistenti difficoltà della “legge” di assicurare la sua ragionevole durata hanno avuto l’effetto di “drammatizzare” la fase dell’applicazione delle misure cautelari personali e reali, e di conferire un crescente rilievo al tema dei relativi controlli giurisdizionali.

Consentendo un tempestivo vaglio giurisdizionale di provvedimenti che incidono sul bene essenziale della libertà personale - ma anche sull’onore e sulla reputazione - dei cittadini indagati, nonché sui loro patrimoni e sulle loro disponibilità economico-finanziarie, le impugnazioni cautelari rappresentano una componente fondamentale del quadro di garanzie proprie del processo penale e il luogo di elaborazione di orientamenti giurisprudenziali che hanno ripercussioni profonde sulla vita dei consociati.

Il corso si propone di analizzare i contenuti e le modalità di svolgimento dei procedimenti di riesame e di appello delle misure personali e reali, individuando le questioni principali e più ricorrenti che in essi vengono poste ed effettuando una attenta ricognizione dei criteri di valutazione adottati e degli indirizzi giurisprudenziali maturati in seno alla giurisprudenza di merito.

Particolare attenzione verrà poi dedicata agli approdi della giurisprudenza di legittimità che, proprio in sede cautelare è chiamata alle interpretazioni più tempestive tanto delle nuove norme di diritto sostanziale quanto dei frequenti interventi legislativi di modifica dei criteri di applicazione delle misure cautelari e delle procedure di controllo giurisdizionale.

Dalla riflessione collettiva dovrà infine scaturire una mappa dei punti critici dell’attuale disciplina delle impugnazioni cautelari che, come è noto,  resta oggetto di valutazioni contrastanti della magistratura e dell’avvocatura e dà vita a discussioni che investono molteplici aspetti del quadro normativo che vanno dall’effettività del contraddittorio alla proliferazione dei giudizi sino alla procedura da adottare (come attesta il “ritorno” al rito camerale partecipato voluto dalla legge n. 103 del 2017 per la trattazione del ricorso avverso i  provvedimenti cautelari reali, che ha posto nel nulla una decisione di segno contrario delle Sezioni Unite penali).  Si tratta di un processo evolutivo cui non è estranea la giurisprudenza, e che investe la stessa funzione del giudizio impugnatorio: se si tratti d’un rimedio destinato solo a rimuovere con immediatezza la compressione del diritto realizzata mediante la misura cautelare, tendenzialmente privo di riflessi sul giudizio principale (si ricordi l’apparizione solo transitoria del comma 1-bis dell’art. 405 c.p.p.), o se piuttosto il giudizio sulla legittimità della cautela debba produrre implicazioni nel giudizio sul merito dell’imputazione, ad esempio condizionando l’utilizzazione delle prove acquisite in connessione alla cautela.

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari con funzioni penali e dieci avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 9 aprile 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 11 aprile 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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