biancaContattiMappa del sitoEntrabianca

HomeFormazione permanenteFormazione permanente anno 2018FormazioneFormazione PermanenteFormazione Permanente anno 2018P18022 - L’imparzialità del magistrato: deontologia, garanzie procedimentali, responsabilità disciplinari

P18022 - L’imparzialità del magistrato: deontologia, garanzie procedimentali, responsabilità disciplinari

Agli occhi dei cittadini la visibile imparzialità di chi giudica e di chi accusa costituisce la fonte essenziale della legittimazione di una magistratura professionale e la ragione fondante della sua indipendenza. Ma il significato ed il contenuto di tale imparzialità restano al centro di un confronto culturale e tecnico aperto.

Su di un versante si pone chi immagina che l’imparzialità sia sinonimo di assoluto distacco dalle vicende sociali e politiche, di un deliberato disinteresse e di una programmatica estraneità del magistrato alle sorti della polis. Su di un altro versante si colloca chi sostiene che questo “essere inanimato” e privo di interesse umano e culturale ai fatti che giudica non esiste (e che se esistesse non sarebbe un buon giudice) e concepisce l’imparzialità possibile come «consapevole e concreta tensione verso l’imparzialità all’atto del giudicare», di volta in volta realizzata grazie alla capacità del magistrato di fare la tara dei propri pre-giudizi per aderire alla logica propria dell’ordinamento nella soluzione del caso sottoposto al suo esame.

In questo complesso contesto si inseriscono e vanno approfonditamente esaminate le prescrizioni deontologiche che mirano ad orientare la condotta dei singoli magistrati in direzione di una visibile imparzialità, le norme di legge che regolano le specifiche ipotesi in cui un magistrato ha l’obbligo o deve valutare l’opportunità di una astensione o può essere oggetto di una istanza di ricusazione ed infine le disposizioni che sanzionano, sul versante disciplinare, le violazioni del dovere di imparzialità e dei suoi corollari (tra cui il dovere del riserbo e del silenzio in determinate occasioni e la tenuta di comportamenti lineari e trasparenti nello svolgimento delle attività professionali). 

Il corso si propone di approfondire queste diverse dimensioni della problematica della imparzialità attraverso una attenta ricognizione delle norme del codice deontologico della magistratura, dei codici di procedura, del codice disciplinare e delle altre disposizioni di ordinamento giudiziario poste a garanzia dell’imparziale esercizio delle funzioni giudiziarie, nonché attraverso un parallelo lavoro di ricognizione dei diritti e delle libertà del cittadino magistrato.

In questo quadro un ampio spazio verrà dedicato all’esame, da condurre ovviamente in astratto, delle questioni percepite dalla più ampia opinione pubblica come profili essenziali del procedere imparziale, per effetto di casi di cronaca e/o dell’orientamento determinato dai mediatori culturali e dal dibattito politico. In parallelo, saranno offerte rassegne critiche dei principali orientamenti assunti dai titolari dei poteri ispettivi e di azione disciplinare, nonché della giurisprudenza espressa dal Giudice della disciplina e dalle Sezioni unite della Corte di cassazione.

Caratteristiche del corso:

Area: comune l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati ordinari, cinque magistrati onorari e cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 21 marzo 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 23 marzo 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

Go to top