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P18018- La formazione dei formatori

La formazione giudiziaria italiana è stata concepita dal legislatore come una formazione senza formatori. La Scuola superiore della magistratura è guidata da un comitato direttivo con mandato quadriennale, composto in prevalenza da magistrati, che si avvale di personale amministrativo insufficiente e comandato per brevi periodi rinnovabili. La formazione, sia iniziale che permanente, è affidata a docenti o a tutori nominati per la durata della relazione o per un’assistenza a discenti che non eccede lo spazio di una settimana. La Scuola quindi, diversamente da altre scuole europee, non ha educatori o metodologi stabili.

Le strutture territoriali di formazione sono composte da magistrati, ordinari ed onorari, nominati per un biennio con incarico rinnovabile; hanno un supporto amministrativo e logistico ridottissimo, ove esistente; si affidano a docenze di brevissima durata, nei limiti di ciò che lo stanziamento finanziario ad esse assegnato consente.

Infine una parte importante della formazione iniziale, ossia il tirocinio negli uffici, è pure affidato a magistrati, ma inseriti nel diverso circuito del cosiddetto “autogoverno locale”.

Eppure, questa configurazione a rete della formazione italiana, composta dalla struttura centrale e dalle strutture territoriali e guidata in modo pressoché esclusivo da magistrati (se si eccettuano i cinque componenti “non togati” del comitato direttivo della SSM), realizza risultati rilevantissimi per il numero di  eventi della formazione permanente, per la continuità nella formazione iniziale, per il numero di corsi sulla dirigenza, per la quantità della offerta di formazione linguistica, per la partecipazione ai gruppi di lavoro europei sulla formazione, per il numero di scambi (saranno quasi 400 nel 2018, un autentico record europeo) nell’ambito della Rete europea di formazione giudiziaria, per la partecipazione a progetti banditi e finanziati dall’Unione Europea sulla formazione.

Questi risultati sono realizzati da magistrati che operano all’occorrenza come “organizzatori” della formazione e come formatori essi stessi.

L’incontro “formazione dei formatori” è destinato ai magistrati, ordinari e onorari, componenti delle strutture territoriali della formazione e vuole interrogarsi quest’anno, oltre che sulla organizzazione della formazione a livello centrale e territoriale e del coordinamento dell’attività territoriale da parte della struttura centrale, della qualità della “formazione senza formatori”.

Il corso affronterà dunque i diversi problemi organizzativi, anche contabili e di supporto amministrativo e logistico, delle attività di formazione. Al tempo stesso, sarà promossa una discussione tra componenti del comitato direttivo della SSM e componenti della rete territoriale sulle difficoltà della struttura complessiva, anche nell'ottica di un virtuoso raccordo tra i due livelli di formazione, affinché – pur nell’ambito della flessibilità necessaria ad assicurare le esigenze proprie di ciascun distretto giudiziario – siano raggiunti livelli sempre più elevati ed omogenei nella ricerca dei temi, nell’evoluzione delle metodologie, nell’organizzazione delle iniziative, nei rapporti con le altre istituzioni operanti sul territorio, così da proporre la Scuola, all’attenzione di tutti i suoi interlocutori, come centro coerente ed unitario di proposta formativa per gli operatori della giurisdizione.

Il corso si dedicherà, poi, anche ricorrendo ad esperti educatori e metodologi, alla qualità della formazione, alle metodologie formative ed alla valutazione della formazione. Saranno oggetto di discussione e confronto le nuove metodologie promosse dalla Rete europea di formazione giudiziaria ed in particolare dal gruppo metodologie formative affidato, dal 2016, alla guida della SSM.

I partecipanti si divideranno anche in sessioni parallele, dedicate ai diversi settori della formazione: iniziale, permanente ed internazionale.

Saranno infine organizzate due sessioni di lavoro specifiche, una con i magistrati italiani presso  EUROJUST e la seconda con quelli distaccati o co-agenti presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, con la finalità di diffondere sul territorio nazionale, tramite i formatori territoriali, buone prassi operative nei rapporti con EUROJUST e, anche attraverso una migliore interazione con i colleghi che operano nel contenzioso davanti alla Corte europea,  buone prassi volte a minimizzare il rischio di condanne della CEDU.

Area: comune l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (dibattito guidato e discussione in gruppi); numero dei partecipanti; fino a centoventi; composizione della platea: magistrati ordinari ed onorari delle strutture territoriali di formazione (con preferenza per due rappresentanti almeno per ogni struttura)

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, 12 marzo 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 14 marzo 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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