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P18016 - Questioni controverse del procedimento monitorio e del giudizio di opposizione

La crisi che da anni attraversa il Paese e ne travolge il tessuto economico si riflette nei rapporti tra aziende, tra privati, tra datore di lavoro e lavoratore, concretizzando varie ipotesi di inadempimento. Lo strumento al quale maggiormente viene fatto ricorso per ottenere la tutela dei propri diritti è il procedimento monitorio che, attraverso un giudizio sommario, e per questo più snello e veloce, dispone l’ordine di pagamento, di dare e/o fare, che il rapporto sottostante ha regolato nella sua complessità.

La disciplina del procedimento monitorio vigente, introdotta dal codice di rito del 1940 (artt. 633-658 c.p.c.), sottoposta a modifiche di non significativo rilievo nel corso degli anni ad opera di taluni interventi normativi settoriali (legge 10 maggio 1976, n. 358, legge 26 novembre 1990, n. 353, decreto-legge 21 ottobre 1995, n. 432, convertito dalla legge 20 dicembre 1995, n. 534, d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231 e da ultimo legge 28 dicembre 2005, n. 263), nonché per effetto di alcune pronunce della Corte costituzionale, costituisce oggi uno strumento molto utilizzato per la tutela coattiva dei diritti.

Questo procedimento, inoltre, è stato destinatario di interventi che hanno recepito l’adeguamento a normative europee come quelle relative alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, nonché la previsione di modelli europei di ingiunzione.

Ne consegue una notevole casistica, implementata dalla eventuale fase di opposizione, nella quale sono spesso presenti questioni di nuova competenza a seguito di domande riconvenzionali, approfondimenti sull’onere probatorio, sulla fase esecutiva del provvedimento sub iudice e così via.

Il corso è dedicato al settore di competenza della magistratura onoraria, che può essere interessata sia come giudice di primo grado sia come giudice dell’appello proposto contro la sentenza emessa nel giudizio di opposizione.

Caratteristiche del corso:

Area: civile l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali e dibattito); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottanta magistrati onorari con funzioni civili (con ammissione preferenziale per quaranta giudici di pace e quaranta giudici onorari di tribunale), dieci avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 5 marzo 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 7 marzo 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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