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P18014 - Nuove tecnologie di indagine e tutela dei diritti fondamentali della persona

La nostra Costituzione, e le Carte sovranazionali di tutela dei diritti dell’uomo, assolvono tra i compiti primari quello di garantire i diritti fondamentali anche nei confronti del potere pubblico, anche quando lo stesso potere venga esercitato al fine di prevenire e reprimere proprio comportamenti lesivi di diritti della persona. Dunque la riservatezza e la vita privata delle persone, il loro diritto alla salute ed alla libertà, all’inviolabilità del domicilio e delle comunicazioni, costituiscono un limite giuridico, oltreché politico ed etico, al libero sviluppo di attività intrusive dell’autorità pubblica in generale, e di quella giudiziaria in particolare.

Nondimeno, la crisi indotta dal terrorismo e le esigenze securitarie esercitano una forte pressione, sui legislatori e sui giudici, affinché le leggi, e comunque i provvedimenti giudiziari, ridefiniscano o definiscano il bilanciamento secondo criteri di maggior favore per le esigenze di tutela della collettività.

La centralità della riflessione giurisprudenziale su questi temi è stata certamente favorita dall’anomia (almeno apparente) che, lungo il corso degli ultimi anni, si è spesso determinata per il differente passo di sviluppo delle nuove tecnologie da un lato e della legislazione dall’altro. In un ordinamento segnato dall’ammissibilità del ricorso a prove atipiche, si è più volte registrata la successione tra una fase di ampia tolleranza per il ricorso a nuove tecnologie ed il progressivo emergere di doverose cautele, imposte dai limiti “esterni” alle regole di procedura penale (cioè dai diritti fondamentali). Di qui la centralità, nel dibattito di questi anni tra i giuristi e gli operatori della giurisdizione, riguardo ai concetti generali di prova atipica, prova illecita, prova illegale e prova incostituzionale. Dibattito che sarà ripreso nel corso del 2018, ed applicato alle tecnologie di investigazione più moderne ed importanti.

Vi sono per altro rilevantissimi fatti nuovi anche sul piano normativo ed ordinamentale, che pure saranno al centro dell’attenzione. Basti pensare alla effettiva costituzione ed ai primi passi della Banca nazionale del DNA e, soprattutto, alla riforma in materia di intercettazioni telematiche e di ricorso ai cosiddetti captatori (detti troian virus), articolata in dettaglio nel novembre 2017 e da verificare con attenzione, nei profili dell’interpretazione e dell’applicazione pratica, dopo i primi mesi di vigenza della nuova disciplina.

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settantacinque magistrati ordinari e dieci magistrati onorari con funzioni penali, e cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P17059.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci 26 febbraio 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 28 febbraio 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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