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P18012 -Il punto sulla disciplina delle comunicazioni sociali

Il corso intende esaminare la disciplina delle comunicazioni sociali nella sua dimensione interdisciplinare, penale e civile, quale si interseca nel dettato delle norme che regolano la materia.

Il crescente ruolo dell'impresa nella società ha modificato la funzione del bilancio, elevando i principi di redazione dello stesso (chiarezza e verità) a clausole generali, la cui violazione comporta non più la semplice annullabilità, ma la nullità della deliberazione di approvazione del bilancio.

Il corso prenderà in esame il procedimento di formazione e soprattutto di controllo del bilancio; il tema della nullità delle delibere di approvazione di bilanci falsi o non chiari; i requisiti per la "legittimazione" all'azione di impugnazione e la tematica dei vizi degli allegati di bilancio.

Seguirà l’approfondimento delle responsabilità connesse alla redazione di un bilancio falso e l'impatto della nuova disciplina penale (art. 2621) su quella civile.

In effetti, nel corso degli ultimi anni, le false comunicazioni sociali sono state oggetto di due importanti modifiche legislative – quella apportata dal d.lgs. n.61 del 2002 e la più recente, realizzata mediante la l. n. 69 del 2015 – le quali hanno spinto la Corte di legittimità alla proliferazione di orientamenti giurisprudenziali. La novella più recente, in particolare, ha inciso da un lato sul testo degli articoli 2621 e 2622 del codice civile e, dall’altro, ha innovato la disciplina della materia introducendo, nello stesso codice, i nuovi articoli 2621-bis e 2621-ter.

Il legislatore, pur mosso dal lodevole intento di ripristinare la punibilità del falso in bilancio ritenuto «atto necessario che mira a garantire il rispetto delle regole di trasparenza e a favorire la libera concorrenza», ha dato vita ad un testo legislativo colmo di incertezze interpretative, destinate a generare confusione nella fase applicativa della legge.

Fra i temi dell’analisi che sarà condotta nel corso, quello dei “falsi valutativi”, ovvero il tema della rilevanza penale delle valutazioni scorrette inserite nelle comunicazioni sociali, con l’esame della giurisprudenza che si è andata formando sin dall’entrata in vigore della legge. Si tratta di un tema complesso, che investe il moderno diritto dell’impresa nella sua interdisciplinarietà e che necessita, sempre più, di costanti approfondimenti a livello formativo.

Area: comune l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantacinque magistrati ordinari (dei quali almeno sessanta con funzioni giudicanti, in pari numero civili e penali), cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 19 febbraio 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 21 febbraio 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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