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P18005 - Disciplina penale degli stupefacenti e diritto vivente: una ricognizione aggiornata

Il corso intende fare il punto sulle principali e più attuali questioni, interpretative ed applicative, riguardanti la disciplina penale in materia di produzione, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, ripercorrendo gli ultimi interventi della Corte Costituzionale, l’evoluzione della normativa e quella della giurisprudenza di legittimità.

Si pensi anzitutto al coacervo dei problemi connessi alla struttura ed all’applicazione dell’art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990, ed in particolare alle questioni concernenti il comma 5 della disposizione, la cui applicazione è resa difficoltosa dall’innesto della novella recata dal decreto-legge n. 146 del 2013 e dalla legge n. 79 del 2014, in un contesto precettivo non omogeneo, tanto nella rilevanza accordata alla appartenenza delle sostanze stupefacenti al novero delle cd. droghe pesanti piuttosto che a quello delle cd. droghe leggere, tanto nella progressione sanzionatoria (dalla ipotesi del fatto lieve a quelle ‘non lievi’). Ancora di recente, la Corte costituzionale (sentenza n. 179 del 2017) ha respinto il tentativo di ottenere una sua sentenza manipolatoria che riducesse l’insopportabile discontinuità sanzionatoria tra ipotesi lievi e non, ed adeguasse al principio di proporzionalità i valori edittali delle relative sanzioni. Al tempo stesso, e per altro, ha lanciato al legislatore un “pressante monito”, affinché la disciplina della materia sia innovata, prospettando fin d’ora l’alternativa di una imminente e dirompente sentenza di incostituzionalità dell’attuale disciplina. Tra l’altro, gli interventi della Consulta sul trattamento sanzionatorio, proprio riguardo agli stupefacenti, hanno già determinato imponenti attività di “revisione” delle pene anche in fase esecutiva, ponendo questioni che saranno, a loro volta, oggetto di attenzione.

Il corso si occuperà anche, e com’è ovvio, di questioni diverse, come ad esempio quella dello spazio operativo da assegnare all’art.131-bis cod. pen., quando si tratti del nuovo reato di cui all’art. 73, comma 5, o quella delle ricadute della modifica del sistema tabellare sulla sussistenza dei presupposti per l’applicazione della circostanza aggravante dell’ingente quantità.

Il confronto dei partecipanti nell’ambito dei gruppi di lavoro rappresenterà un’utile occasione di ulteriore approfondimento degli orientamenti giurisprudenziali e delle prassi diffuse negli uffici giudiziari di merito.

Caratteristiche del corso:

Area: penale l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito e gruppi di lavoro); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: ottantacinque magistrati ordinari con funzioni penali e cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: nessuna.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 29 gennaio 2018 (apertura lavori ore 15.00) –  31 gennaio 2018 (chiusura lavori ore 13.00). 

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