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P18001 - Pratica del processo minorile civile e penale

L’asistematica introduzione di novità normative in materia di diritto minorile ha creato dibattute questioni, ancor oggi pienamente aperte. In primo luogo, le modifiche normative meno recenti sul riparto di competenze tra tribunali per i minorenni, tribunali ordinari e giudice tutelare, nonostante i ripetuti interventi della Corte di Cassazione, continuano a creare incertezze. Vi sono in effetti rilevanti questioni teoriche ed applicative, soprattutto riguardo alla necessità di garantire l’unità della giurisdizione e di evitare duplicazioni di giudicati provenienti da giudici non muniti di competenze pariteticamente estese. D’altro canto rimangono ancora perplessità sull’estensione e sulle modalità di espletamento dei compiti affidati alla Procura ordinaria in merito agli interventi “de potestate” nell’ambito dei procedimenti innanzi al tribunale ordinario. Ancora, i nuovissimi interventi del legislatore, in applicazione di direttive europee nel settore soprattutto dei minori stranieri non accompagnati, hanno creato nuove competenze in capo alle Autorità Giudiziarie (ratifiche, accertamento dell’età, respingimento), che devono ancora essere pienamente comprese e correttamente attribuite per addivenire ad un sistema omogeneo sul territorio e rispettoso dei diritti fondamentali dei soggetti vulnerabili.

Anche le nuove prospettive sul riconoscimento e mantenimento dei legami affettivi, normate solo in minima parte dal legislatore, registrano diversità di interpretazioni e di soluzioni, spesso connotate da una vera e propria supplenza giurisprudenziale all’assenza di specifiche leggi.

Sul piano del diritto internazionale, risultano ancora in piena evoluzione applicativa gli istituti introdotti dalla Convenzione dell’AJA del 25 ottobre 1980 e dal regolamento CE 2201 del 2003 in materia di sottrazione internazionale dei minori, soprattutto in relazione agli istituti di diritto interno sull’affidamento e tutela dei figli minorenni.

La individuazione e la discussione degli argomenti processuali e sostanziali salienti più urgenti, nella materia minorile, potrà permettere di mettere a fuoco (in chiave critica, ovvero di condivisione) eventuali orientamenti e proposte e da ultimo prassi virtuose. 

I partecipanti affronteranno in sessioni plenarie argomenti di comune interesse, tra i quali spiccano la psicologia del giudizio, specie in riferimento ai casi nei quali il procedimento coinvolge soggetti di età minore, ed il ruolo dei magistrati onorari, con i connessi profili deontologici. Nei restanti ambiti del corso, i partecipanti si ripartiranno per funzioni, trattando con taglio pratico questioni di diritto sostanziale e processuale controverse.

Caratteristiche del corso:

Area: comune l

Organizzazione: Scuola superiore della magistratura; durata: quattro sessioni (due giorni e mezzo); metodologia: mista (relazioni frontali, dibattito, gruppi di lavoro ed eventuale tavola rotonda); numero complessivo dei partecipanti: novanta; composizione della platea: settanta magistrati minorili ed ordinari, quindici componenti privati dei Tribunali per i Minorenni o delle sezioni specializzate di corte d’appello, cinque avvocati.

Eventuali incompatibilità: saranno postergati rispetto ad ogni altro richiedente coloro che risultino essere stati ammessi al corso P17016.

Sede e data del corso: Scandicci, 15 gennaio 2018 (apertura lavori ore 15.00) – 17 gennaio 2018 (chiusura lavori ore 13.00).

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