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HomeFormazione permanenteFormazione permanente anno 2017P17045 - La psicologia del giudicare

P17045 - La psicologia del giudicare

Corso ormai tradizionale sul rapporto psicologico tra il magistrato, sia civile che penale, inquirente e requirente, e il lavoro giurisdizionale. La “solitudine del giudice” sta nel fatto egli deve valutare il fatto, alla stregua del diritto vigente, ma anche rapportandosi con la complessa realtà riflessa nel processo. Dunque deve interrogare la sua coscienza, il che chiama in causa la sua morale, la sua percezione della vita, la sua interiorità persino. Deve essere “terzo”, certamente, e dunque limpidamente neutrale, ma al tempo stesso vivere e “sentire” in una dimensione sociale. Distanziarsi dalla realtà, ma al tempo stesso non separarsene. E la realtà non è mai oggettiva: conoscerla è frutto di un complesso rapporto, nel quale entrano in gioco molti fattori, anche e principalmente soggettivi: in definitiva la soggettività stessa del giudice, la sua personalità, le sue emozioni, la sua psiche.

Di più: il giudice contemporaneo, se pure mai è avvenuto in passato, non giudica più in stanze ovattate al riparo dal “rumore del mondo”, ma è immerso in esso: può dunque subite situazioni psicologicamente gravose (tipica la pressione dei media). Può sentirsi egli stesso giudicato. Di qui lo scopo del corso: approfondire la dimensione psicologica del giudicare; riflettere sul delicato equilibrio che deve governare la psicologia del giudizio. 

Sede e data del corso: Scandicci, Villa di Castelpulci, 24-25 maggio 2017

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