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P17034 - Vecchie e nuove figure di reato nell’azione legislativa di contrasto al terrorismo ed all’eversione dell’ordine democratico

L’attualità e l’enorme gravità del fenomeno del terrorismo internazionale (con manifestazioni non marginali di violenza politica, ed in ipotesi eversiva, a livello interno) implicano un costante impegno di contrasto delle Istituzioni legislative e di quelle giudiziarie. Si tratta di un movimento complesso, che gravita su accordi e strumenti normativi a carattere sovranazionale, e si articola nei singoli ordinamenti su diversi versanti. Uno tra essi, già più volte studiato nell’ambito delle attività di formazione per i magistrati, riguarda le tecniche e le procedure di investigazione, anche in termini di collaborazione internazionale, e più in generale le regole processuali utili ad un’azione efficace, in termini di prevenzione e di repressione. Tuttavia l’evoluzione degli ordinamenti si è caratterizzata anche per profondi interventi di riforma del diritto penale sostanziale, condizionati da tragici avvenimenti e da incalzanti sollecitazioni del diritto internazionale, ed anche per questo segnati da linee non sempre efficaci nell’ottica della semplificazione e della sicura e prevedibile applicazione del diritto punitivo. Di qui fenomeni di frammentazione e di sovrapproduzione normativa, che gli operatori della giurisdizione ben conoscono, ed un generale arretramento della soglia di tutela verso condotte di mera preparazione, se non addirittura a carattere esclusivamente progettuale: scelte queste che generano ovvie tensioni coi principi di determinatezza, precisione ed offensività. È appena il caso di notare come l’esatta definizione dell’area di rilevanza criminale non presenti interesse solo in fase di giudizio (ed a maggior ragione non rilevi solo sul piano scientifico), ché anzi una precoce e consapevole identificazione vale ad una migliore focalizzazione dei temi di prova e, dunque, a migliori e più ergonomiche strategie degli investigatori di polizia e dei magistrati inquirenti.

 

Il corso dunque muoverà da una ricognizione delle nozioni fondamentali del sistema sovranazionale e interno di diritto sanzionatorio del terrorismo e dell’eversione, alla luce in particolare degli interventi attuali dal legislatore italiano con il decreto legge n. 144 del 2005, come convertito dalla legge n. 155 del 2005, con il decreto-legge n. 7 del 2015, come convertito dalla legge n. 43 del 2015, e da ultimo con la legge n. 153 del 2016, che ha introdotto ulteriori figure incriminatrici, nel contesto della ratifica di varie convenzioni internazionali in materia, appunto, di terrorismo.

Sarà dunque sviluppato, anche mediante la ricostruzione e la discussione di questioni poste effettivamente dalla pratica giudiziaria, con peculiare attenzione ai problemi interpretativi ed applicativi in concreto suscitati dalla legislazione penale (e di prevenzione) in materia di terrorismo.

Sede e data del corso: Scandicci, Villa Castelpulci , 19-21 aprile 2017

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